domenica 20 maggio 2012

cafè lebenswert

castello di hartheim

castello di hartheim
l'idea di hartheim non è immediatamente associabile a quella di bere un caffè o mangiare qualcosa, ma se per mille motivi vi trovaste da quelle parti il cafè lebenswert - letteralmente 'valore della vita' - è senz'altro un luogo interessante che merita una visita.

cafè lebenswert
situato nel giardino, alla destra dell'ingresso del castello, vi si possono consumare pasti veloci, snack e bevande biologiche. 
il personale di cui si avvale il locale è diversamente abile: nessuna risposta alla politica nazista, che portò all'assassinio di 70.000 disabili, sarebbe potuta essere più efficace!

cafè lebenswert

cafè lebenswert

per noi - un gruppo di 57 persone - hanno preparato:
crema di asparagi
gulash con contorno di insalata
strudel di mele

strudel di mele

molto carino anche il negozio di oggettistica accanto al caffè

borse e vasi acquistabili alla bottega del cafè lebenswert

schloßstraße, 1
4072 alkoven - austria
004372746536546 
provato il 3/05/2012
voto :)

domenica 13 maggio 2012

l'erbhosteria

profumi d'erbe nel piatto e nell'anima 
ovvero storie di fiori in un viaggio fantastico
tra cibo e poesia
il castello l'erbhosteria

citatissimo...


è la meta ideale per una scampagnata della domenica, anche perché per affrontare il menù ci vuole tempo - noi ci abbiamo impiegato poco meno di tre ore!
il menù è fisso e ci si mette a tavola tutti insieme, all'una.

si comincia con gli antipasti, un trionfo di antipasti!:
crostini misti - uno con funghie dragoncello, uno con cavolo nero (buonissimo), uno con pomodori secchi;
ricottina con tartufo marzuolo e violetta;
torta di boraggine;
polenta fritta alle ortiche e peperoncino;
crostone di fonduta e porcini;
torta di pere e formaggi;
fagottino di achillea - in stile mozzarella in carrozza! -;
voulevant con asparagi;
gnocco fritto con semi di papavero;
panzanella;
insalata con primule, margherite, tarassaco, fiori di giuda, fave, malva, non ti scordar di me, scarpigno...


crostini misti e ricottina

crostone di fonduta e porcini

fagottinodi achillea e torta di formaggi e pere

gnocco fritto ai semi di papavero

insalata di fiori


a seguire:
vellutata di stridoli con crostini di pane;
tagliatelle con impasto di trombette dei morti al topinambur;
gnocchi di ortica con fonduta di formaggi.

vellutata di stridoli

tagliatelle con trombette dei morti e topinambur


e ancora:
faraona al tartufo con bacche di ginepro e contorno di foglie di primule fritte;
agnello in fricassea e carciofi




e per finire:
crema di ricotta;
schiacciata fiorentina e vin santo



arrivare in fondo non è semplice, ma forse neanche necessario: gli antipasti e i primi sono più che sufficienti, buoni e sono i più attinenti al tema del ristorante!



località rofelle - badia tedalda (AR)
0575714017
coperti 7
euro 210,00
provato il 29/04/2012
voto :)-

domenica 6 maggio 2012

antiche macine

un bellissimo agriturismo, decisamente adatto a cerimonie e meeting, forse più che a una semplice cena...
lo proviamo un sabato sera. 
purtroppo piove a dirotto e comunque è ancora troppo freddo per poter cenare di fuori.

sfogliamo il menù, dove tra l'altro sono indicati i produttori (alcuni prodotti tra cui olio e verdure e frutta sono autoprodotti dall'azienda agricola f.lli marconi preprietari del locale).

scegliamo tre menù della locanda:

-lombetto di maialino al sale grosso di cervia affumicato in casa con scalogni all'albana dolce, mela verde e frappa salata - l'abbinamento affumicato/mela è molto interessante!

 

lombetto di maialino

-raviolo rosso all'amatriciana con pesto leggero e porri croccanti - i ravioli ripieni di pancetta a cubetti sono assolutamente da provare

-taglierini di semola con asparagi, crema all'uovo e culatello nostrano - buoni, ma forse avrebbero dovuto servirli prima e non dopo i ravioli che hanno un gusto più deciso

-maialino arrostito al finocchietto selvatico con finocchi brasati e composta al mango - piatto debole di un menù altrimenti molto azzeccato

-tagliata di manzo "scottona razza romagnola Igp" con verdure primaverili, guanciale nostrano e raviggiolo - buona la carne e piacevoli gli abbinamenti

 

tagliata di scottona

-crema fredda allo yogurt con frutti di bosco, gelato al limone e tulipe allo zenzero  - ottimo! anche se la tulipe, forse perché non aggiunta all'ltimo momento, non era più croccante

 

crema fredda allo yogurt


mentre gli altri commensali ordinano:

tre fior di zucca al cuor di bufala in pastella dorata e melanzane alla parmigiana

 

fiore di zucca

due le variazioni del filetto della locanda - dal nome mi aspettavo una variazione sul filetto, invece non è che un modo pretenzioso per dire che puoi scegliere come vuoi il tuo filetto: alla griglia, al balsamico, ecc.

due tagliata di scottona 

una porzione di pasticceria secca

 

da bere, oltre all'acqua microfiltrata, ci concediamo due bottiglie di burson di burson dell'azienda longanesi del 2006 - raffinato per un anno in bottiglia dopo 24 mesi in botte, 15° e veramente buono!!! per finire: un rum, una sambuca e 5 caffè; sul tavolo limoncello, grappa e un liquore alla melagrana.

unica nota stonata: perché le porzioni del menù degustazione e quelle dei piatti a la carte sono uguali?


via provinciale sogliano, 1540
località montalbano - santarcangelo
0541627161
provato 14/04/2012
coperti 7
euro 240,00
voto :))

martedì 1 maggio 2012

parentesi - la classifica dei 50 migliori ristoranti del mondo

Tra gli dei della cucina, italiani dimezzati

I connazionali scendono da sei a tre. Al primo posto
si conferma il 35enne Rene Redzepi del Noma di Copenaghen

MILANO - «Anche le classifiche, in fondo, sono un gioco. Una volta sei in vetta, poi scendi, quindi risali. L’importante è ciò che facciamo tutti i giorni, l’apprezzamento dei clienti, le prenotazioni al ristorante», dice Massimo Bottura, chef a 3 stelle dell’Osteria Francescana di Modena. Parla da Londra dove, ieri sera, alla London Guildhall è andato in scena il galà per l’edizione 2012 del San Pellegrino World’s Best Restaurants: i 50 migliori ristoranti del mondo, votati da 837 esperti di una giuria internazionale. Che ha consacrato per la terza volta, al primo posto, il Noma di Copenaghen, regno dello chef trentacinquenne Rene Redzepi. La sua cucina - banalizzando un po’- è a base di alghe e di verdure del freddo Nord. Di recente, Time lo ha messo in copertina. Qualcuno ricorda che lui, alla prima vittoria planetaria, aveva dichiarato: «In due giorni sono fioccate mail per 100mila prenotazioni. Calcolando il numero dei coperti, il lavoro è assicurato per 15 anni». Insomma, le classifiche saranno pure un gioco; nei fatti, riescono a determinare le fortune di un ristorante. 

Max AlajmoMax Alajmo
 
PICCOLA BATOSTA - Ma l’Italia com’è messa? Presenze dimezzate: da 6 a 3. Succede, dunque, che Massimo Bottura tenga alta la fiaccola tricolore, piazzandosi quinto. Nel 2011 era un gradino più su, quarto. Scarto minimo. Il suo posto l’ha preso il D.o.m di San Paolo del Brasile. Restano nei magnifici cinquanta anche Le Calandre di Rubano, chef Max Alajmo (32° come l’anno scorso) e Il Canto di Siena, chef Paolo Lopriore (46°, meno 7 rispetto al 2011). Escono dalla super classifica 3 ristoranti: Cracco (Carlo Cracco 33° nel 2011, ora al 55°), Combal 0 (Davide Scabin, dal 28° al 59°) e Dal Pescatore (Nadia e Giovanni Santini, dal 38° al 70°). Per quel che può valere, nella lista dei 100 si affaccia una new entry: Piazza Duomo di Alba, guidato da Enrico Crippa (89°). Promessa per la prossima edizione? Si vedrà. Francia e Spagna sono stabili (rispettivamente, contano 7 e 5 presenze nei 50), gli Stati Uniti hanno 8 ristoranti in classifica, cresce il Sud America. E l’Asia, soprattutto, con 6 nomi. L’ascesa dell’Est ha convinto gli organizzatori ad annunciare un nuovo premio: Asia’s 50 Best Restaurants. 
 
Nadia e Antonio SantiniNadia e Antonio Santini
 
DECLINO? - Ma torniamo all’alta cucina del Bel Paese. Gli italiani sembrano aver incassato con filosofia la piccola batosta. Anche se il momento critico della nostra economia rischia di diventare lo specchio della «caduta degli dei». Al contrario, nei Paesi economicamente emergenti, si alza il livello della gastronomia. «E’ normale che sia così - ragiona Antonio Santini del Pescatore - Ciò detto, faccio notare che il nostro ristorante è entrato tra i 50 fin dalla prima delle 12 edizioni. E’ uscito una volta nel 2005 e una seconda adesso. Non mi sembra grave. In ogni caso, sono felice perchè mio figlio Giovanni da poco è stato nominato Chef de l’avenir dalla Accademia internazionale della Gastronomia». Ad ogni modo, l’unico dei 3 esclusi che ha presenziato al galà londinese è Davide Scabin. Sconfitto in questa tornata, ma non offeso. Mentre Bottura, in tandem con Nuno Mendez, (chef del Viajante del Town Hall, 80° in classifica), ha preparato la cena intitolata «Come to Italy with me»: trionfo di sapori italiani, cominciando dalla granita salata di caffè (Lavazza) per continuare con baccalà, anguilla e un piatto finale, frutto di un assemblaggio di materie prime della Penisola. A farla breve: te la dò io l’Italia, altro che declino. Lo chef della Francescana, pur soddisfatto del suo quinto posto, fa una riflessione: «L’Italia è al massimo delle potenzialità gastronomiche. I cuochi si sono finalmente affiatati. Ma, purtroppo, vige la logica dei fai-da-te. Il nostro Paese non riesce, come altri, a fare sistema. Questa è la carta vincente. Per essere votati, entrare nelle classifiche, occorre andare nel mondo, essere conosciuti. Se non si ha coraggio nell’investire - e mi riferisco alle istituzioni - si resta in seconda fila. Vogliamo tornare alla pizza e mandolini?». 
Marisa Fumagalli
tratto da corriere.it del 01/05/2012