domenica 30 settembre 2012

strudel di mele

 provato :)
per l'impasto:
250 g di farina
1 uovo
1 presa di sale
2 cucchiai d'olio
acqua tiepida q.b.

per il ripieno:
70 g di burro
mele
uvetta
pinoli
zucchero
pangrattato
marmellat di albicocche

trucchi per uno strudel spettacolare: la sfoglia deve essere sottilissima e le mele disposte con criterio!

fai un impasto con farina, olio e uovo. aggiungi l'acqua tiepida fino a farlo diventare liscio ed elastico. fai una palla e lasciala riposare in frigo.
nel frattempo taglia le mele a fettine sottili
stendi quindi una sfoglia sottile, circolare, spennella con il burro fuso e disponi le fette di mela in maniera concentrica. unisci l'uvetta, i pinoli e la marmellata. spolvera il tutto con zucchero, cannella, burro fuso e pangrattato.
arrotola lo strudel con cautela, chiudendo bene i bordi. spennellalo con altro burro fuso.
inforna a 220°

strudel di mele

grazie a luciaper avermi dato la sua ricetta e preparato lo strudel!

domenica 16 settembre 2012

post anomalo

poiché oggi, invece di scrivere, mi sono data alle pulizie di casa - che, come se non bastasse del nostro solito casino, in questi giorni risente del post progetto io sono qui e della messa a posto del futuro studio grafico 15>19! - per non lasciare bianca questa domenica mi appoggio a zingarate.com e vi propongo un viaggio in 20 dessert...


Alfajores, Argentina


Apple Pie, USA

Babka, Polonia


Basbousa, Egitto

Brazo Gitano, Venezuela


Dobos Torte, Ungheria


Galaktoboureko, Grecia


Kiisseli, Finlandia


Milk Tart, Sud Africa


Mochi Ice Cream, Giappone


Pavlova, Australia


Quindim, Brasile


Sopaipilla, Cile


Sticky Toffee Pudding, Gran Bretagna


Tangyuan, Cina


Tres Leches, Costa Rica


Waffles, Belgio


Wienerbrød, Danimarca

Soufflé al Cioccolato con Grand Marnier, Francia


Dulce de Leche, Cuba

domenica 9 settembre 2012

da Carlo - Gaiofana RN

Pizza emiliana
La prenotazione e la pazienza sono d'obbligo per il ristorante-pizzeria da Carlo, in particolare se volete mangiare la pizza, soprattutto nel weekend. Arriviamo alle otto in punto ed è una fortuna: il tavolo di fianco a noi, arrivato solo una mezz'ora più tardi, deve aspettare almeno 40 minuti dal momento dell'ordine...

lunedì 3 settembre 2012

e tu che critico sei? le tipologie del critico gastronomico viste da dissapore


GUIDAROLO CLASSICO – Prenota sotto pseudonimo; non di rado sempre con lo stesso, un vezzo rivelatorio per i ristoratori più arguti, che si scambiano i nomi fasulli dei critici come fossero figurine rare. In ogni caso, il guidarolo non prende particolari precauzioni una volta arrivato al ristorante, il che è un po’ come fare i preliminari col preservativo e il resto senza. Solo o accompagnato, prende appunti e fa foto, ma fortunatamente il proliferare di foodblogger e fanatici vari lo mimetizza un po’ meglio dell’elefante in un campo di fragole che era fino a ieri. A fine pasto può palesarsi o no, ma il conto lo paga. Quel che succede dopo distingue il volontario dal critico vero e proprio, rimborsato dietro presentazione della ricevuta, con un ritardo variabile a seconda della testata e non necessariamente vini inclusi (chi fa il furbo ordinando Grand Cru di Borgogna come fossero gazzosa e pretendendone il rimborso dura pochissimo).
GUIDAROLO GOMMATO – E’ anonimo nel senso più ampio del termine. Si presenta triste e solitario, avvolto da una nube di sfiga: lo vedi e dici che no, il suo non è il mestiere più bello del mondo. Si siede in silenzio e ordina rigorosamente due piatti alla carta, pasteggiando ad acqua o, se va bene, ordinando un modesto calice: i suoi superiori sono tanto autorevoli quanto micragnosi. Il suo è un incognito totale, ma anche il lavapiatti arrivato stamattina dalla galassia di Andromeda si è reso conto che riferisce alla Michelin, la più importante delle guide.
UOMO MISTERIOSO – Le sue turbe adolescenziali erano tutte rivolte alla Donna Invisibile, e nelle foto di classe era o quello di spalle o l’unico assente. E’ ossessionato dalla sua irriconoscibilità, non si mostra in pubblico né si fa fotografare. Si sente in missione per conto di Dio, come i Blues Brothers. Fa chiamare da altre persone e prenotare con nomi di fantasia, si produce in sforzi considerevoli pur di rendere la sua esperienza il più possibile simile a quella del cliente medio. Paga il conto, e in contanti, perché sulla carta di credito c’è scritto il suo nome. Poi la recensione arriva come un fulmine a ciel sereno. E’ convinto che la sua anonimità totale sia salva, e se ne bea. Ma ignora che la città dove si muove è piccola e gossipara, e qualcuno che conosce il suo volto c’è, eccome.
VECCHIA GLORIA – Ha avuto il fuoco nelle mani, il mondo ai suoi piedi, ma oggi è un signore inequivocabilmente sul viale del tramonto. Se fosse di destra si consolerebbe con ragazze disponibili e appena maggiorenni, ma è di sinistra e quindi decide di rinverginarsi abbracciando tutte le tendenze contemporanee che vanno per la maggiore: in pratica è contemporaneamente un hipster e suo nonno. La sua visita al ristorante viene annunciata da una fanfara di ottoni d’antan, arriva, solo o in compagnia (non necessariamente di suoi simili), assaggia tutti i piatti in carta e anche qualcuno preparato apposta per lui. Si intrattiene per ore in chiacchiere con lo chef facendo namedropping dell’intera San Pellegrino World’s 50 Best e salda il conto con un caloroso abbraccio.
COMPLOTTISTA –  Sa tutto di scie chimiche, e crede di avere le prove che Mario Monti sia in realtà un rettiliano. Il suo zelo controinformativo è eguagliato solo dalla violenza verbale che scarica su chi non la pensa come lui. Decide a tavolino quale ristorante stroncare, prenota in maniera rigorosamente anonima e cerca di simulare l’esperienza del cliente tipo con fin troppa dedizione. Ad esempio, se una portata non è a posto, invece di rimandarla indietro come farebbe qualsiasi avventore resta in silenzio, sogghignando tra sé e sé: per lui la vendetta è un piatto che si consuma freddo. Paga il conto, torna a casa e recensisce il ristorante con livore, attaccando con ancor più livore chi porge critiche alle sue affermazioni più o meno iconoclaste. Tutto quello che diranno i colleghi potrà essere usato contro di loro, e all’occorrenza potrà essere usato anche qualcosa che in effetti non hanno mai detto.
CRITICO EMBEDDED – Frequenta solo ristoranti di fascia alta o altissima, ed è il suo lavoro. La visita viene concordata con la proprietà nei minimi dettagli, si presenta in compagnia dei suoi collaboratori, che all’occorrenza sono tanti quanto una troupe televisiva. Assaggia tutto quello che c’è da assaggiare, e prepara una recensione che l’ufficio stampa del ristorante non sarebbe in grado di scrivere, senza parlare delle belle immagini. Alla prima visita può anche pagare il salatissimo conto, ma è un dettaglio, perché è il ristorante a diventare suo cliente. Tutti sanno che è fin troppo amico degli chef, ma non ci fanno caso vista la qualità estetica dei suoi reportage dalle meglio tavole d’Italia.
BLOGGER – Prenota con nome e cognome, sperando di essere googlato e di ricevere un’accoglienza di favore, e si presenta ribadendo la sua identità. Fotografa tutto e prende una Divina Commedia di appunti. Al momento del conto paga di tasca sua, sperando di ricevere qualche sconto. Il ristorante lo considera un ottimo cliente, la verità è che è ai margini della catena alimentare.
INFAME – Prenota sotto pseudonimo, lascia un numero falso e non si presenta.
di fabio cagnetti

da dissapore del 3/09/12

domenica 2 settembre 2012

belfiore enoteca

accogliente e pieno di proposte interessanti - dalle mostre d'arte alle merende animate -, l'enoteca belfiore si trova in uno dei borghi medievali più belli d'italia: montefiore conca.

di nick morley... dalle pareti dell'enoteca
ordiniamo cinque piatti per poter assaggiare un po' tutte le proposte della cucina:
- un tagliere di affettati e formaggi - interessante la lavorazione, così com'era nel medioevo, del salame che risulta saporito e speziato

- un crostino burro e acciughe del cantabrico, spagna -  io adoro il burro e le acciughe e di questo crostino mi piace molto anche il pane

- un crostino al lardo affinato alla liquirizia - la prima cosa che mi colpisce è il profumo, buonissimo! delicato il gusto che si presenta dolce, grazie al miele di castagno, per poi lasciare spazio al lardo :))

-tartare di vitello di saludecio con insalata alla senape - leggermente piccante, molto piacevole!

-pollo tandoori con riso basmati e cetrioli allo yogurt - molto fresco 

due bottiglie di riflesso del podere vecciano come vino, una bottiglia d'acqua
tre caffè a infusione e una sambuca per completare il conto 

magnifica la grotta, giuste le luci, ma non adatte alle mie foto da dilettante!

via xx settembre, 6/8 - montefiore conca
0541988524
coperti: 4
euro: 80,00
provato il 12/08/2012
voto :)