domenica 31 marzo 2013

pagnotta di pasqua

provata :) ma migliorabile!

per 6 pagnottine:
250 g di farina 0
1 uovo
6 g di lievito di birra
1/2 bicchiere di olio di sem
150 g di formaggi misti - io ho usato due tipi di pecorino e parmiggiano reggiano
sale qb

 

impasta la farina, il lievito sciolto in acqua tiepida, l'uovo, l’olio di semi, sale; per ultimo aggiungi i formaggi grattugiati grossolanamente.
spolvera di farina e lascia lievitare coperto da un canovaccio per circa 4 ore - la prossima volta voglio far lievitare l'impasto prima di aggiungere i formaggi...
infornare a 175° per i primi 25 minuti e poi alzare a 200° per i seguenti 15 minuti. 
idea tratta da le pellegrine artusi

pagnotta ai formaggi, buona ma un po' tamugna!
albero di pasqua dagli zii rossi
buona pasqua
a tutti da andarmangiando

domenica 24 marzo 2013

al coniglio

ci siamo passati davanti tante volte senza esserci mai fermati, ma questa sera siamo venuti apposta.


ci accomodiamo e ordiniamo.
c'è qualche problema in cucina che si traduce in lunghe attese e in qualche mancanza - dov'è finito il vino?

dopo un'entrata a base di piada con crudo e squacquerone e rucola e squacquerone partiamo con 3 porzioni di crostini misti - abbondanti, ma privi di fantasia

proseguiamo con
una grigliata mista sulla quale abbiamo chiesto qualche variazione - se al tavolo a tutti piacciono pancetta, salsicce e costicce perché dobbiamo prendere anche il castrato e il pollo? - la pancetta è divina!


e naturalmente con il coniglio - buono buono buono


insalata e patate come contorno

un solo tiramisù per provare i dolci fatti in casa


amari e caffè

torneremo per assaggiare la pasta fatta in casa e lo stinco di vitello da prenotarsi in anticipo!

strada statale consolare, 162
0541759122
coperti 5
euro 118,00
provato l'8/02/2013
vo to :)=

domenica 17 marzo 2013

osteria della piazzetta

l'osteria della piazzetta è un classico riminese; nonché uno dei pochi ristoranti in centro storico dove si può mangiare carne e, da qualche anno, anche qualche piatto di pesce.

a parte una porzione di strozzapreti funghi e salsiccia, mangiamo pesce.
-sardoncini al testo accompagnati con cipolla e radicchio - porzioni piuttosto abbondanti

i sardoncini sono come le ciliegie...
-canocchie al vapore
-seppiolini ripieni

seppiolini ripieni

-polpettine di pesce

forse non sono bellissime, ma sono buone!!!
sia i seppiolini che le polpettine sono veramente buoni
sfiziosa l'idea di servire, oltre al cestino di piada, anche pane abbrustolito con olio e sale grosso

come dolci:
zuppa inglese
e semifreddo al croccantino


due calici di vino, 4 caffè e unabottiglia d'acqua completano il conto
la piazzetta è sempre una sicurezza!

vicolo pescheria, 5
0541783986
coperti 4
euro ??? è il mio compleanno...
provato il 24/01/2013
voto :)

mercoledì 13 marzo 2013

cibo della fame cibo dell'abbondanza



Il cibo rappresenta la mappa umana del pellegrinaggio nella storia, delle sue molte stagioni magre e delle sue poche età dell'abbondanza. In questo percorso possiamo ancor oggi individuare due cammini che si cercano paralleli: il cibo della fame e il cibo dell'abbondanza. Da una di queste strade deriva quello che ancor oggi è il nerbo e la fortuna della cucina italiana: quella popolare costruita sul territorio, sulle stagioni, sul recupero, sul riciclo, sull'estro della disperazione. L'altra rotaia è quella della cucina cortense e dell'abbondanza che ha lasciato tante tracce ancor oggi visibili nella cucina del contado. Il cibo rimane una delle poche tracce indelebili del paesaggio storico della razza umana, della pace e delle guerre, delle sue fortune e sopratutto della fame. Fame costante, fame posta al centro della vita, come il vino sulla tavola. Fame da esorcizzare nei convivi popolari con mangiate solenni e pubbliche. Fame che fa rubare il cibo nei campi, nelle botteghe e nei pollai. Fame dei figli che fa disperare. Fame che dà allucinazioni e visioni letterarie. Fame che fa delirare le folle. Fame che fa ingegnare e inventare stratagemmi e trucchi nella commedia dell'arte con i suoi trofei di polli arrosto come bandiere. Fame che fa dare l'assalto ai palazzi del potere e ai forni, che fa cadere i governi e le teste dei regnanti.
Il cibo in età umanistica è il Paradiso da raggiungere: la Gerusalemme Celeste di marzapane. Un Eden di colline di parmigiano e pianure di maccheroni dove scorrono fiumi di vino. Nell'Umanesimo il cibo dell'anima fu man mano avvicendato dal cibo del corpo. Si rappresentarono, specialmente nell'arte del Nord Europa, cene che coinvolgevano interi paesi; sull'altra strada, invece, i nostri umanisti riscoprivano dalla letteratura latina i luculliani banchetti che reclamavano l'Età dell'oro: la Cena Trimalchionis tra tutti. La fortuna del cibo fu raffigurata, in pieno Umanesimo, più di ogni altra cosa, nel teatro del principe, attraverso lo sfarzoso banchetto per gli ospiti illustri e declamato a inorgoglire il popolo. Il cibo e la sua rappresentazione, i suoi altisonanti menù, erano la grande ambasceria dello stupore e dell'eccellenza di cui l'Italia dei tanti Stati, deteneva il primato attraverso i suoi mercanti, gli artigiani e i banchieri, e si mostrava così all'ammirazione del mondo.
Furono pubblicati i primi grandi ricettari che raccoglievano piatti prestigiosi e massimamente elaborati, con cacciagione e uccellagione di gran pregio e ricercatissime spezie e coloratissime torri di frutta e dolci eccellentissimi. Come i grandi pittori e architetti, i famosi cuochi-alchimisti delle corti umanistico-rinascimentali erano corteggiati e contesi e qualche volta anche rapiti «ad majorem triumphum» della nuova casata. Quando Caterina de' Medici andò sposa a Enrico II, re di Francia, si portò al seguito anche i suoi cuochi fiorentini, arricchendo così l'arte culinaria francese attraverso la cucina italiana del Rinascimento, portando ad esempio l'invenzione del consommé, con l'illimpidimento del brodo attraverso l'uso delle chiare d'uovo montate a neve.
Sul versante del cibo della fame, invece, quello che ancor oggi ci commuove è il capolinea del cibo povero, ben rappresentato dalla cucina degli avanzi, rimasta in osteria senza l'acca. In primis le parti della carne meno nobili come le interiora, con piatti, oggi di culto, come la finanziera, la coda alla vaccinara, la trippa, la coratella, le cotiche, la pajata, il fegato, le rigaglie, le animelle, il rognone. Questi piatti del bisogno sono la carta geografica delle sofferenze e delle piccole gioie festive d'intere generazioni, del loro robusto stomaco e anche e specialmente del loro grande ingegno.

domenica 10 marzo 2013

io e simone

pochi piatti che variano spesso con qualche punto fermo - tagliatelle al ragù e coniglio al tegame - per questa osteria aperta da poco al posto de i quattro moschettieri, uno dei locali tra i più sottovalutati di rimini centro.

proviamo entrambi i taglieri proposti:
-tagliere io: prosciutto, coppa e pancetta arrotolata di parma, salamino di capriolo, pecorino sardo e casera (formaggio valtellinese)
-tagliere simone: bitto della val gerola, castelmagno d'alpeggio erborinato, bresaola artigianale della valtellina, martandela della val di non (salume di carni di maiale), pitina della val tramontina ('polpetta' di carni affumicate)
interessanti e non banali le scelte che li compongono!

i taglieri 'io' e 'simone'

una porzione di crema di patate con pancetta croccante - metterei una virgola dopo pancetta, presente sì in questo gustosissimo piatto, ma non nella forma croccante in cui ce l'aspettavamo. la croccantezza è data piuttosto da pezzettini di pane imburrato, agliato e tostato in padella tuffati nella crema :)
ottima anche la soluzione di dotarci di 5 piccole cocotte per poter sporzionare e assaggiare tutti la crema.

crema di patete con pancetta, croccante

dividiamo inoltre:
-una porzione di coppa di maiale alla griglia - buona non credevo! anche perché di colore rosato e a noi hanno sempre fatto una testa così che la carne di maiale va cotta bene bene e non deve essere rosa!
-una porzione di coscia di maiale al forno - un po' stoppacciosa, ma piuttosto buona così come le patate arrosto che l'accompagnano!

coppa di maiale

coscia di maiale

grado di apprezzamento!
e per finire un tiramisù fatto in casa


per accompagnare la cena: tre bottiglie di vignalmonte 2009, acqua e poi ancora porto e cherry

bella serata, da ripetere!

via santa maria al mare, 5/7
0541709742
coperti 5
euro 97,00
provato il 24/01/2013
voto :)++

domenica 3 marzo 2013

la baracca

meglio la vecchia baracca - quella che di baracca non aveva solo il nome - o quella nuova - almeno apparentemente più sofisticata e 'chiccosa'?
io sono sentimentalmente legata alla vecchia baracca dove da bambina ordinavo il 'piatto del camionista': gnocchi, tagliatelle e strozzapreti al ragù e, ma magari è un falso ricordo, i tavoli erano più larghi!
attualmente in veranda i tavoli sono vicini-vicini - noi siamo un tutt'uno con tre operai in pausa pranzo - e l'entrata utilizzata è quella secondaria - con il rischio di finire nel bagno anziché in sala...
il servizio è rapidissimo, piacevole il benvenuto di piada stracchino e rucola - saporita, calda, ci sta proprio bene!
ho ancora la piada in bocca che già il cameriere ci chiede cosa vogliamo:

gnocchi, tagliatelle e piselli + parmigiano...
 gnocchi e tagliatelle al ragù con piselli a parte - le tagliatelle sono un po' scarse, più ricco il piatto di gnocchi: non esistono più le porzioni da camionisti, ma il gusto è buono e deciso e siamo qui per questo :)

tagliatelle al ragù

gnocchi al ragù con piselli a parte
saltiamo il secondo e prendiamo in mascarpone in cialda con fragole - le fragole sono fuori stagione, ma come resistere? la crema è un po' troppo dolce, ma con una bella consistenza, la cialda è compra...
perché non riesco a resistere al mascarpone?
un branca menta con scorzetta di limone, caffè e un litro d'acqua per completare il conto

via marecchiese, 373 
0541727155 
coperti 2 
euro 25,00 
provato il 22/01/2013 
voto :)

saremmo dovuti essere altrove oggi, a salutare un amico che ha deciso di andarsene senza una spiegazione, ma io non ne ho avuto il coraggio, non me la sono sentita e così l'abbiamo salutato a modo nostro: davanti a un piatto di tagliatelle, sono sicura che luciano ha sorriso... 

ciao Ciano, che la terra ti sia finalmente lieve