domenica 30 giugno 2013

Biscotti di pasta frolla alla vaniglia

Alla fine il caldo tanto atteso è arrivato e mai come quest'anno si può dire che non ci sia stata la mezza stagione! e visto che la temperatura nella mia cucina è passata da 17/18° a 30°, credo proprio che, per questa estate, questa sia l'ultima volta che accenderò il forno.
Per questa occasione ho provato una ricetta molto semplice e molto golosa: una pasta frolla aromatizzata alla vaniglia da gustare sotto forma di biscotti.

Per 25/30 biscotti
150 g di farina
100 g di burro
60 g di zucchero
3 tuorli
un pizzico di sale
mezzo baccello di vaniglia

Preparazione
Rassoda le uova per 7-8 minuti. Se ti possono servire gli albumi per qualche altra preparazione, porta a bollore l'acqua e rassoda solo i tuorli. Lasciali raffreddare e schiacciali finemente con una forchetta.

Rassoda i tuorli e poi schiacciali con una forchetta
 Lavora velocemente, a mano o nella planetaria, la farina con il burro a temperatura ambiente.
Aggiungi poi lo zucchero, il sale, i tuorli e ciò che riesci a ricavare raschiando con un coltello le pareti interne del baccello di vaniglia. Impasta.
Raccogli il composto nella pellicola e lascialo riposare in frigo per circa un'oretta.
Passato il tempo di riposo, con le mani fredde, stendi l'impasto in una sfoglia non troppo sottile.
Con un bicchierino e le apposite formine, ricavane dei biscotti.

Stendi la pasta frolla

Ricavane dei biscotti
Cuocili a forno già caldo a 180° per circa 10 minuti.
Una volta freddi, puoi ricoprirli di marmellata, di zucchero a velo o di entrambe le cose!!!

Biscotti di pasta frolla alla vaniglia

giovedì 27 giugno 2013

I cibi identitari di Rimini e Romagna

Secondo Graziano Pozzetto, la piada, o piadina tradizionale, è il plurisecolare pane identitario dei romagnoli.

Michele Marziani e Piero Meldini individuano nelle tagliatelle con il ragù le regine della tavola riminese. Attorno alla porosità della sfoglia, alla larghezza delle tagliatelle, alla qualità del sugo fioriscono da sempre dispute e competizioni su quali siano le migliori, le più ricche...

tagliatelle con il ragù
L'allevamento della Mora romagnola, antica razza suina con il pelo nero, dopo essere stato a lungo trascurato, è oggi ripreso e la carne di Mora è tornata ad essere presente sulle tavole riminesi.

esemplare di Mora romagnola
Ciambella e bustrengo chiudono pranzi e cene a casa come nei ristoranti... anche se non è Pasqua!

Insomma i romagnoli stanno riscoprendo e si stanno riappropriando di ricette e piatti in cui si riconoscono.

Quali sono, secondo voi, i cibi che identificano Rimini e la Romagna?
Come ci vedono gli altri italiani? a quale piatto ci associano?

domenica 23 giugno 2013

Hostaria San Girolamo

Costruita all'inizio del 1500 la chiesa e l'annesso convento di San Girolamo sono stati ora ristrutturati e convertiti in una bellissima residenza d'epoca - ma la piccola cappella è ancora consacrata -: le cellette dei frati sono divenute comode stanze con bagno privato e il refettorio una sala per la colazione.
Il complesso si completa con un altro edificio in cui si trovano la sala del ristorante, la cucina e una piccola bottega di prodotti tipici.

Hostarie San Girolamo

Con la fortuna che ci contraddistingue, proviamo l'Hostaria di San Girolamo in una delle domeniche più fredde e piovose di questa primavera... è un vero peccato perché il posto e il panorama sono bellissimi e si meriterebbero almeno un raggio di sole!

Ci fiondiamo nella sala del ristorante. Quattro o cinque sedie imbottite dei tavoli vicino a quello a noi indicato sono occupate... da gatti! Ce n'è uno enorme nero con dei canini esageratamente lunghi che è così intento a ricevere coccole che si rovescia dalla sedia, uno bianco, un paio tigrati, uno rosso... a noi va bene, i gatti ci piacciono, ma penso che sia un discrimine piuttosto grande...

Studiamo il menu e optiamo per la degustazione del giorno con qualche variazione per poter assaggiare più portate.
Come entree un crostino con olio nuovo e funghetti - nonostante la mia ritrosia verso i funghi non erano male.

Funghetti sott'olio come entree

antipasti

Buoni gli antipasti, presentati in un unico piatto, con crudo con insalatina di valeriana, noccioline e caramello all'aceto balsamico; terrina di tacchino con verdure; tortino di squacquerone e speck croccante; torte salate.

Deludente il primo primo, ravioli con fonduta e asparagi - dal sapore confuso e per nulla definito.
Molto meglio le tagliatelle con le lenticchie!

Ravioli con fonduta

Tagliatelle con lenticchie

Come secondi, oltre allo stinco di maiale al forno con cipolline e aceto balsamico - buono, ma io mi aspettavo un bello stinco da addentare...e invece, essendo giustamente un assaggio, era già tagliato... - tagliata e anatra agli agrumi - mi è capitato una parte stoppacciosa, ma comunque saporita.

Anatra agli agrumi

Stinco al forno

Nulla di particolare il dolce, una bavarese alla vaniglia con salsa di fragole messa in frigo direttamente con il biscottino di decorazione...

Bavarese alle fragole

Da bere Sangiovese La morciola dei colli pesaresi

via San Girolamo - 6020 Frontino PU
0722 71293
coperti 6
euro 220,00
provato il 5/05/2013
voto :I

martedì 18 giugno 2013

Sere d'estate che vanno in bianco di Luca Ioli

Inizia l’estate e i vini bianchi la fanno da padroni. Vini profumati da bere freschi, dissetant se mischiati ad  inizio pasto con un poco d’acqua come facevano gli antichi, o come ancora usa nelle regioni dei Balcani, insomma in estate qualche volta addirittura è il vino a fare il menù. 

Ne parliamo con Riccardo Agostini detto Ricky titolare dell’Enoteca del Teatro.
Ricky è l’oste del terzo millennio, correlato di sigaro toscano spesso spento con il quale gioca o fuma, la sua cantina è un concentrato di sapere enologico, non a caso ci si trovano anche libri.
«Nell’ultimo periodo hanno ripreso ad andare vini bianchi friulani ed altoatesini, i primi per la grande sapienza che esprimono, i secondi per l’eccezionale rapporto qualità/prezzo. Giusto così, in quei luoghi i vini bianchi li sanno fare. Sono stati ridimensionati i vini siciliani che dopo un periodo di grande moda hanno risentito in qualità. Insomma non sono riusciti a gestire la crescita e questo li ha penalizzati». 

La buona notizia è che si incomincia a vedere qualche bianco romagnolo apprezzabile, vitigni come rebola, pagadebit ed albana, niente trebbiano considerato troppo acido. Stiamo parlando dell’azienda del Podere Vecciano di Bigucci, Leone Conti di Faenza oppure il Podere dai Nespoli famoso per il suo sangiovese.

Poi c’è il capitolo dei verdicchi, bianchi ottimi a prezzi accettabili, considerati locali dai riminesi se non si dà orecchio alle dicerie sui marchigiani risalenti allo stato pontificio, quando in quella regione veniva scelto il personale amministrativo del Papa Re e quindi anche gli esattori delle tasse. In particolare i verdicchi di Matelica sono spettacolari come il Colle Stefano, due nomi per tutti per quello di Jesi sono Fattoria Coroncino e azienda Andrea Felici

Ma se abbiamo bisogno di stupire cosa proponiamo?
Ricky spara: «Ischia biancolella della Casa d’Ambra, una storia degli inizi del ‘900 che andrebbe raccontata
e Vitovska Zidarich vitigno tipico della zona del Carso e della Slovenia, due bianchi eccezionali». 
Se lo dice Ricky ci crediamo.

domenica 16 giugno 2013

Osteria degli angeli

Carina questa osteria all'inizio di via delle volte nell'area del ghetto ebraico di Ferrara.
Colpiscono subito la minuscola cucina a vista affaccaita sull'entrata
e gli strumenti musicali appesi alle pareti,
peccato che non ci sia abbastanza luce per fare qualche foto!

Il menù è sobrio e legato al territorio e noi non ci sottraiamo.
Saltiamo gli antipasti per provare:
-due pasticcio alla ferrarese
-due salama da sugo tipica con purea


pasticcio alla ferrarese

La prima sorpresa è la monoporzione, abituata come sono a casa mia dove il pasticcio è uno e poi si taglia a fette! la seconda è che la pasta che lo ricopre è salata e non dolce e che il sugo è bianco... insomma con il nostro non c'entra nulla, ma non è male e appena fatto dev'essere piuttosto buono! - qualcuno a me molto caro ha provato anche ad accennare al fatto che forse è addirittura meglio del nostro: farò finta di non aver sentito!

Buona anche la salama, un debutto per tutti noi che fino ad ora ne avevamo solo sentito parlare nel libro di oltre 600 pagine - ormai esaurito - la salama da sugo ferrarese, di graziano pozzetto, edito da panozzo editore.

Meno interssante la lista dei dolci, per cui soprassediamo in attesa di andare a mangiare una tenerina - anche questa una monoporzione - al Leon d'oro in piazza Cattedrale - dove 4 caffè, due tenerine e un amaroci sono costate poco meno della metà del pranzo!!!

Da bere acqua e un litro di vino rosso della casa.
Molto gentile e alla mano il personale.

La prossima volta assaggiamo i cappellacci di zucca

via delle Volte, 4 - 44121 Ferrara
0532764376
provato il 28/04/2013
coperti 4
euro 64,00
voto :)-

martedì 11 giugno 2013

Sardoni & C.
di Luca Ioli

Come riconoscere il pesce fresco?
Una volta era semplice: davi un’occhiata alle branchie se erano rosse ed umide e controllavi l’occhio per vedere che fosse brillante, sporgente e con la pupilla nera e non grigia.
Il pesce arrivava dal nostro mare e la differenza stava tra il fresco e la fregatura.

lunedì 10 giugno 2013

Ribloggato da Chiara Pallotti la.repubblica.it/cucina - pizza fatta in casa

Da quando google ha deciso di chiudere reader non so più come/dove salvare tutte quelle ricette che leggo nei miei siti preferiti e che prima o poi ho intenzione di provare. Per cui da oggi ho deciso di ripubblicarle nella nuova rubrica Ribloggato da: per chi le ha scritte e realizzate Andarmangiando rappresenterà un'ulteriore vetrina e per me sarà un modo per riunirle tutte e averle sempre a portata di mano!


Pizza fatta in casa
ricetta di Chiara Pallotti

Ingredienti per 4 persone
Per la pasta:
farina 00 grammi: 200
farina manitoba grammi: 100
sale cucchiaini: 4
zucchero cucchiaini: 2
lievito di birra grammi: 8
olio extravergine d'oliva cucchiai: 5
Per la farcia:
salsa di pomodoro millilitri: 500
origano secco quanto basta
olio extra vergine d’oliva quanto basta
sale e pepe quanto basta
mozzarelle fior di latte grammi: 400






ricetta ribloggata da Chiara Pallotti la.repubblica.it/cucina

domenica 9 giugno 2013

locanda di miranda

quello che ora si chiama locanda di miranda è un ristorante senza pace!
in questi anni è stato acero rosso - unico stellato di rimini - e poi papille, ponte del diavolo - forse anche ponte di tiberio per qualche tempo - e poi squilla mantis.
a fine febbraio ha riaperto, appunto come locanda di miranda, con la nuova proprietà di serena grandi e la collaborazione de 'la luisa del borgo' e barbara.

lo proviamo un prefestivo, a cena, senza prenotare.
serena grandi ci accoglie all'ingresso, ci stringe la mano e si presenta: gesto inusuale per un ristorante che un po' ci spiazza...

passiamo più volentieri nelle mani di barbara che, con il suo ampio sorriso, ci fa accomodare.
il locale non ha subito modifiche strutturali, ma sulle pareti ora vi sono foto e manifesti dei film dell'attrice; poco traspare del figlio edoardo al quale, almeno così si dice, la grandi dovrebbe aver donato il locale.

locanda di miranda
consultiamo il menu.
devo ammettere che non c'è un piatto che ci colpisce o incuriosisce più degli altri e fatichiamo un po' a scegliere. barbara ci viene in aiuto raccontandoci qualche piatto.
optiamo per un tagliere miranda per due come antipasto - crostini misti, cassoncini, rotolini di piada, gnocco fritto con lardo, sformatino di verdura con fonduta - la mano di luisa è inconfondibile, ma a differenza di un tempo ci sembra un 'già visto', non entusiasmante...
dalla cucina ci mandano in assaggio una polentina con radicchio, salsiccia e formaggi.
 
tagliere miranda per due

passiamo ai primi:
-due spaghetti alla chitarra con fave e piselli - e speck, anche non viene citato nel menù - buoni ...e se lo dice paoletta che la pasta non la mangia mai!
-un agnolotto con ripeno di formaggio al sugo di carciofi e speck - un po' troppo salati per i miei gusti
-tagliatelle asparagi e salsiccia 

agnolotti carciofi e speck

tagliatelle asparagi e salsiccia

da bere, oltre a due bottiglie d'acqua, una di vignalmonte che non si sbaglia mai - anche perché il chianti biologico che avevamo ordinato non c'era...

via tiberio, 11
054153577
provato il 24/06/2013
coperti 4
euro 90,00
voto :I

sabato 8 giugno 2013

Ribloggato da Labna.it - Sabich

Da quando google ha deciso di chiudere reader non so più come/dove salvare tutte quelle ricette che leggo nei miei siti preferiti e che prima o poi ho intenzione di provare. Per cui da oggi ho deciso di ripubblicarle nella nuova rubrica Ribloggato da: per chi le ha scritte e realizzate Andarmangiando rappresenterà un'ulteriore vetrina e per me sarà un modo per riunirle tutte e averle sempre a portata di mano!

Per preparare il sabich occorrono:
  • pita
  • melanzane
  • patate
  • uova
  • pomodori
  • cetrioli
  • cipolla
  • prezzemolo
  • tahina
  • amba (qui la ricetta per prepararla in casa)
  • skhug (si può sostituire con una pasta di peperoncino piccante e aglio)
  • limone
  • olio extravergine d’oliva e olio per friggere
  • sale
Per il procedimento ecco il link alla ricetta del sabich
ricetta ribloggata da Labna.it

giovedì 6 giugno 2013

Marmellata di peperoncini piccanti

io scrivo per andarmangiando

ricetta di PAOLETTA










Ingredienti:
200 g di peperoncini
100 g di zucchero
vino rosso qb e solo se piace


In un pentolino di acciaio metti i peperoncini lavati, asciugati e tagliati con le forbici con tutti i semi, lo zucchero e il vino. Fai cuocere a fiamma bassa. Una volta sciolto lo zucchero, frulla il tutto e rimetti a cuocere fino a cottura ultimata.
Prova piattino: metti una piccola parte del composto in un piattino e posizionalo in verticale: se la marmellata non cade, vuol dire che è pronta.
Versa il tutto ancora caldo in un vasetto pulito, chiudi e capovolgi lasciandolo raffreddare coperto da un panno. 

marmellata di peperoncini piccanti
Se i peperoncini risultassero troppo piccanti e volessi addolcirli puoi aggiungere un pezzo di peperone rosso dolce.

provata :))

domenica 2 giugno 2013

osteria di ceppo nero

anghiari è molto carina e piena di osterie e locali dove mangiare, ma passando sotto la galleria che porta alla piazza con la statua di garibaldi ci ha colpiti il profumo che saliva da questa osteria 'interrata'.

così ci siamo fatti un bel giro, abbiamo preso un caffè e un orzo - con scorzetta d'arancia - in uno dei bar con la vista più bella che mi sia mai capitato di vedere e con la barista più preparata sulla storia della propria città che io abbia mai incontrato! - al giardini del vicario cafè e poi siamo tornati all'osteria di ceppo nero.

con un invito così non si può non entrare!

quello che credo sia il proprietario ci fa accomodare. ci piace sentire, mentre gli altri tavoli vicino a noi si occupano, che gli avventori sono gli stessi della sera prima: mi sembra un buon segno!

il menù ci viene raccontato:
carpaccio di zucchine pinoli e grana; fonduta di scamorza e crudo; bruschette toscane o carpaccio di chianina rucola e grana come antipasto.
bringoli al sugo finto; gnocchi al sugo di noci; ravioli al ragù di chianina e chitarrina all'ortolana come primo.

saltiamo gli antipasti e scegliamo un primo:

bringoli al sugo finto
bringoli al sugo finto - una specie di lungo spghetto ruvido senza uovo con un finto ragù che prevede l'uso della carne, il guanciale, solo nel soffritto iniziale: molto saporiti, buoni

il ragù di chianina deve cuocere 4 ore, ma anche dopo due è buono lo stesso

e ravioli ricotta e spinaci al ragù di chianina - portandoli luisanna si scusa perché il ragù ha bollito sono poco più di due ore... il risultato è comunque notevole

pane toscano cotto nel forno a legna per fare la scarpetta :)
da bere due calici di sassocupo, un chianti superiore 2010

galleria girolamo magi, 83 - anghiari
0575788893
coperti 2
euro 26,50
provato il 21/04/13
voto :)