domenica 28 luglio 2013

Pesto estivo e sugo di ceci

Qualche domenica fa ci siamo cimentati in una divertente lezione per imparare a fare i cavatelli.
Naturalmente, dopo aver impastato, assottigliato, tagliato e 'cavato' un kg e mezzo di farina, ci siamo mangiati le nostre creature!
Oggi vi propongo i due splendidi sughi che Rocco ha fatto per noi: un pesto estivo e un sugo a base di ceci.

Pesto estivo
pomodorini
basilico
formaggio tipo pecorino, noi abbiamo usato un pecorino sardo mediamente stagionato
sale ed olio extravergine d'oliva

Lavate e tagliate a metà i pomodorini, grattugiate il formaggio.
Ora frullate a crudo tutti gli ingredienti in un mixer, aggiustando di sale e determinando la consistenza della salsa aggiungedo più o meno olio.
Semplicissimo, gustoso ed estremamente veloce è ottimo anche da mangiare steso sul pane toscano e per dare corpo a una mozzarella.
Cavatelli al pesto estivo

Sugo di ceci
ceci precotti
paprika dolce
aglio
prezzemolo
sale ed olio extravergine d'oliva

Frullate 3/4 dei ceci in un mixer con una bella manciata di prezzemolo, sale e olio.
Soffriggete due spicchi d'aglio in una padella con olio extravergine. Una volta rosolato l'aglio, toglietelo e aggiungete abbondante paprikafacendo attenzione a non bruciarla.
Aggiungete poi i ceci frullati e quelli rimasti interi e lasciate addensare qualche altro minuto sul fuoco mescolando bene.
 
Sugo di ceci in preparazione

Per condire i cavatelli appena fatti sono due ottime alternative!

venerdì 26 luglio 2013

La Compagnia del Beato Enrico di Luca Ioli

Beato Enrico, ecco la Compagnia delle nostre eccellenze enogastronomiche

Enrico Santini ha il coraggio della visione e questo gli fa onore perché ce l’ha senza fronzoli, anzi mantenendo
ben salde le sue origini contadine, addirittura figlio del fornaio come ci racconta lui ‘il mestiere più bello del mondo’. Queste origini le ha mantenute anche quando ha cavalcato il boom degli anni ’60 gestendo un hotel, poi è ritornato lì, alla terra, aiutando il nipote nell’azienda Santini e marchiandola con il sangiovese che non a caso si chiama Beato Enrico.

Così dopo Palato, operazione che apre una vetrina dell’eccellenza locale nel cuore del Palacongressi, ecco la
Compagnia del Beato Enrico a rafforzare la nostra identità enogastronomica.
A mettere il cappello filosofico all’operazione era Piero Meldini che ha presentato i punti di riferimento delle radici storiche della compagnia esumando addirittura un nobile magiaro Enrico, fervente cattolico, morto dalle parti di Passano sulla via di Roma durante un pellegrinaggio.

Oggi invece è la tipicità ad essere chiamata come testimonial della grande area che dall’entroterra vede il mare.
«Rimini è un marchio sul quale credere, i suoi prodotti devono essere la chiave per vendere il territorio così come accade in Francia o nel vicino Chianti. Sogno all’inizio di ogni pranzo servito sulla riviera una bruschetta con olio dei colli riminesi e pane della nostra zona. Perché in passato il pane era la cosa buona sulla tavola, nelle campagne chi lavorava la terra non ne poteva più di piada che veniva fatta tutte le sere con lo strutto».

L’idea è che il territorio faccia sistema per riposizionare la riviera sui nuovi mercati, in particolare quello
russo che è la nuova frontiera del nostro turismo.
«Parlavamo tedesco senza saperlo, ora ci toccherà parlare russo ed imparare il cirillico» chiosa Santini.
In realtà il sangiovese, la tagliatella e la piada devono diventare ambasciatori del riminese nella terra degli zar
ed in questo modo evocare la nostra Romagna in quelle contrade con l’obiettivo di fare sistema tra produttori, accoglienza e ristorazione rendendo partecipi i cittadini perché questa operazione è sì imprenditoriale ma prima di tutto culturale.

La tessera associativa della Compagnia ha un prezzo popolare di 10 euro per tutti.

martedì 16 luglio 2013

Cena di comdominio

Vivere in un condomionio non è sempre facile.
Il nostro non è molto grande, sono solo 10 appartamenti, anzi da qualche anno sono 11, di cui 2 sfitti, ma i problemi non mancano: si va dai panni stesi al posto auto passando dal cancello sbattuto... insomma ce n'è per tutti!

Nonostante tutto da un paio d'anni, complice anche la stabilizzazione dei condomini, girava nell'aria la voglia di organizzare una cena di condominio su uno dei grandi ballatoi che caratterizzano il nostro palazzo.

Per cui eccoci qua!
Civico 203 - Condominium dinner
Direi che l'esperimento è perfettamente riuscito: tutti presenti, serata piacevole, nessun coltello usato a sproposito! bel risultato :)
Sarebbe sempre potuta finire così (v. filmato)...

aperitivo...

pronti... via!

domenica 14 luglio 2013

Patty - da Diego

Oraviaggiando ci ha dato la scusa per provare il ristorante Patty.
All'arrivo la riproduzione del menù, sovrastata da una scritta in russo, che troneggia prima dell'entrata mi incute un po' di timore...
Il locale invece non è male - nonostante l'arredo 'alla marinara' con parei e stelle marine appese al soffitto! - ricavato da uno dei tanti bar in spiaggia sulla passeggiata del lungomare di riccione. 
Ci accomodiamo e cominciamo a studiare il menu - non prima di aver appeso al tavolo la mia borsa grazie a un utilissimo appendi-borsa!

Il menù piuttosto ricco, mi manda un po' in crisi... infine propendiamo per antipasti e un primo:
-un antipasto caldo: tortino di ricotta e crostacei - forse non bellissimo da vedere, ma buonissimo! - e calamari ripieni

antipasti caldi
 -antipasto freddo: un classico, forse un po' banale, ma buono e soprattutto non ghiacciato come spesso succede

antipasti freddi
cestino del pane
paccheri all'astice - a parte il 'dispiacere' per quel povero astice pescato dalla vasca all'entrata, abbiamo mangiato tutto con precisione chirugica (armati di bavaglino e appositi strumenti) e sommo piacere!


paccheri all'astice

come procedere senza gli strumenti adatti?


Niente dolci - torneremo ad assaggiarli quando proveremo i crudi -, né amari. 
Solo una bottiglia d'acqua e una di falanghina a completare il conto.

passeggiata Goethe, 28 Riccione
0541642548
provato il 16/05/13
coperti 2
euro 60,00 comprensivo del 30% di sconto offerto da oraviaggiando
voto :)

venerdì 12 luglio 2013

Il nostro pesce di Luca Ioli

La nostra riviera riminese è entrata nel vivo dell’estate dando ancora una volta all’Italia ed all’Europa l’idea di un posto dove le cose ‘accadono’.
In particolare la Molo Street Parade evento fortemente orientato ai giovani, non ha trovato grandi oppositori come spesso accadeva in passato quando la nostra città costiera (oramai fare differenze tra Rimini, Riccione e Bellaria è anacronistico) era il fulcro del turismo giovanile. Questo fa ben sperare per il futuro: la riviera ha
buone possibilità di continuare ad essere ‘quel’ posto dove c’è stato il 70% degli italiani almeno una volta nella vita a partire da quelli con meno di 20 anni.

La grande capacità di accoglienza e di tolleranza tipica della nostra zona, tuttavia, non deve sminuire i temi identitari tipici di noi romagnoli della costa. Ecco quindi che a questi grandi eventi si affiancano i ‘foconi’ da rostida con i sardoni: dj e sardoncino appunto.
Il sardone è il nostro pesce della tradizione. Possiamo considerarlo l’equivalente della pasta con le sarde siciliana, delle acciughe sottolio del tirreno o delle granseole venete. 
È un pesce povero che costa pochissimo (con due euro alle barche ‘volanti’ che rientrano dalla pesca sul porto ne compri un sacchetto) e senza essere hard come il proverbio «se vuoi sentire il vero sapore della sardella ciuccia le testa e mangia la budella» è facile da pulire perché tolta la testa vengono via anche le interiora ed è pronto per essere fatto sul testo della piada oppure in graticola.

Basta fare un impasto con pane grattugiato, prezzemolo tritato e olio, amalgamare il tutto in una grande terrina insieme ai sardoni e con poca spesa potrete offrire un piatto buonissimo. 
Qualcuno aggiunge aglio ma io lo sconsiglio, qualcun altro aggiunge rosmarino ricetta che è da provare.
Non a caso la penna della gastronomia riminese Michele Marziani identifica i sardoni con piada, radicchio e cipolla come il piatto ‘nazionale’ del riminese accompagnati rigorosamente, in questo caso, da un bicchiere di sangiovese.
Li trovate persino come novità in menù alla piadineria Casina del Bosco tempio della piadina riminese a marina centro, luogo notoriamente popolato da bella gente.
I sardoncini sono proposti nei menù dei migliori ristoranti sempre ad un prezzo ridotto rispetto agli altri secondi di pesce a testimonianza della loro ‘anima’ popolare, sono pieni di omega 3 utili per tenere sotto controllo il colesterolo e sono a chilometro superzero, meglio di così!

martedì 9 luglio 2013

Cavatelli: un'esperienza social

Una giornata in campagna tra amici
e un pianista lucano con la passione per la cucina
queste sono le premesse per una bellissima esperienza social: impariamo a fare i cavatelli.

Farina di semola, acqua tiepida e voglia di imparare: non serve altro!

Per 10 persone abbiamo calcolato 1 kg e 1/2 di farina
acqua tiepida quanto basta per avere un impasto morbido, ma non colloso
da lavorare con le mani


finché non diventa omogeneo

Dall'impasto bisogna ricavare tanti 'bigoli'
cercando di sfruttare la forza di gravità
possibilmente devono essere dello stesso spessore!

una birra in tutto questo può aiutare!

Infine la parte più difficile: dopo aver tagliato i futuri cavatelli della lunghezza di uno, due o tre dita bisogna 'cavarli'


un piccolo movimento delle dita in avanti, con relativa pressione, e poi indietro per farli arrotolare
questo il risultato!
 Per vedere e ascoltare le spiegazioni di Rocco guarda il video Andarmangiando-impariamo a fare i cavatelli

domenica 7 luglio 2013

Nuovo post su viaggi-lowcost.info - Le Marais

Parigi è sempre Parigi e come diceva Enrico IV 'val bene una messa'... insomma tante frasi fatte per ribadire un concetto: nonostante il freddo - temperature non superiori a 15/17°C - e le 4 lezioni quotidiane essere a Parigi è sempre straordinario! Soprattutto in questa stagione, quando il buio arriva tardissimo.

Per tanti motivi - leggi il post - il Marais è il mio quartiere preferito... qual è il vostro?

zuppa di cipolle
torta meringata all'arancia
muro dei nomi, Memorial de la Shoah
Libreria e bar: prezzi assurdi, ma luogo incantevole!
i migliori falafel di Parigi
crepes in preparazione
mise en place del Tata burger...
macarons...

venerdì 5 luglio 2013

Adotta un libro di cucina alluvionato

Lunedì 24 giugno Rimini è stata colpita da una violenta e improvvisa alluvione.
Anche Panozzo Editore, come molte altre attività, è stata allagata ben bene. I libri, purtroppo, non vanno molto d'accordo con l'acqua, per cui ora abbiamo un numero considerevole di libri invendibili...

Tra questi titoli ce ne sono tre di cucina:
La cucina dell'arzdora di Grazia Bravetti Magnoni
Buono come... la piadina di Romagna di Brenda Guberti, Electra Stamboulis, Mario Turci
La buona cucina del latte di Graziano Pozzetto

Adotta un libro di cucina alluvionato!
Vieni a ritirarlo presso il nostro ufficio in via Clodia, 25 a Rimini per il prezzo simbolico di 1, 00 €
Se vuoi aiutarci puoi farlo tramite paypal utilizzando questa mail ordine@panozzoeditore.com


Per gli altri titoli alluvionati da adottare dai un'occhiata a sito Panozzo Editore


Adotta un libro alluvionato: ha ancora tanto da dire!

giovedì 4 luglio 2013

Clafoutis di zucchine di Claudia

Io scrivo per Andarmangiando

ricetta di CLAUDIA











Ingredienti per due persone:
200 g circa di zucchine
30 g circa di fettine di prosciutto
1 uovo intero
qualche noce sgusciata
10 g di farina
50 cl latte o panna
olio extra vergine di oliva
timo fresco
sale e pepe

Preparazione:
Cuocere sulla piastra ben calda (va bene anche una padella antiaderente), precedentemente cosparsa di sale fino, le fette di zucchine tagliate sottile, (naturalmente precedentemente lavate e private delle estremità… ça va sans dirè), a cottura ultimata (devono essere ancora ben croccanti) mettere su un piatto e condire con timo, olio e una macinata di pepe, per chi lo gradisce. 

Preparare degli stampini individuali (va benissimo anche una pirofila) e dopo averli unti pochissimo con qualche goccio di olio, stendere le fettine di zucchina a rivestire lo stampino, poi aggiungere uno strato di fette di prosciutto crudo e cospargere con noci spezzettate, proseguire con un secondo strato di zucchine, crudo e noci. 
 
Zucchine, crudi e noci


In un piatto fondo sbattere l’uovo, il grana grattugiato, la farina, latte o panna ed infine sale e pepe. Ottenuto un composto omogeneo, versare nelle ciotoline e infornare a 200° per 25/30’ (in realtà dipende dal tipo di forno, quindi vi potete regolare quando avrà assunto una colorazione dorata).

Clafoutis di zucchine

Servire calda o tiepida, accompagnandola con un’insalatina croccante.  

martedì 2 luglio 2013

È più verde l'erba della cucina di Luca Ioli

So già il pensiero che passa per la testa di chi legge questo argomento: non ho il pollice verde, con le piante non ci so fare, vanno seguite. Niente di più sbagliato. 
Le più comuni sono il rosmarino, la salvia, il basilico e il prezzemolo. Ma occorre non scordare il timo, la maggiorana, l’alloro, il finocchio selvatico, la menta e l’erba cipollina
Di queste solo il basilico va ripiantato ogni anno, se l’inverno non eccederà nel freddo e nelle gelate le altre rifioriscono appena arriva la primavera. 

Dove comprarle?
Semplicissimo. Spesso anche i negozi di verdura hanno le specie più comuni ma il trionfo delle piante è l’emporio da Ciro in borgo San Giuliano, inoltre l’emporio è bello, pieno di cose e con i sacchi di varie tipologie di riso e legumi da vendersi sfusi, sapienza antica all’alba del terzo millennio. Anche in piazza Malatesta c’è un negozio ben fornito senza dimenticare in via Garibaldi da Bastoni emporio per l’agricoltura storico. 

Eccovi una serie di opportunità da sfruttare appena arriva l’estate: con i pesce di buona pezzatura, (branzini, orate, sgombri ecc) se seguite la ricetta del Tirreno, cioè una emulsione di olio, limone e prezzemolo per il condimento da spennellare sul pesce da fare alla brace, provate la stessa cosa con al posto del prezzemolo timo e maggiorana, buonissimo e particolare. 
Questo condimento è ottimo anche per la carne di maiale ma senza limone. 
Facile usare basilico, salvia e rosmarino, con l’alloro si condisce la carne meglio se di agnello, con il finocchio selvatico si fa il coniglio in porchetta e la pasta con finocchietto e sardoni, l’erba cipollina serve nelle insalate ed è meno invasiva della cipolla mentre la menta d’estate è perfetta per il mojito a voi la scelta tra quella piperita o quella cocktail più dolce, se non siete amanti del rum con la menta si fanno i carciofi alla romana buonissimi! 
Ma soprattutto toccherete con mano il vecchio detto che le verdure appena colte e mangiate sono più buone, lo verificherete rimanendo a casa vostra spiazzando anche gli ospiti più esigenti.

lunedì 1 luglio 2013

Lunedì e buoni propositi...

Oggi, lunedì 1° luglio, mi sento un po' come se fosse il primo giorno di un nuovo anno. 
Sarà perché questo è un mese che comincia di lunedì, 
sarà perché sono appena tornata da una settimana intellettualmente molto stimolante, 
comunque sia sono piena di buoni propositi, proprio come se fosse il primo dell'anno!

Sono sempre restia a scrivere pubblicamente dei fatti miei, ma forse condividere - parzialmente - un percorso mi può aiutare, quindi ecco qui, nero su bianco, i primi due buoni propositi:
- voglio arrivare a sentirmi a mio agio in una dieta, non necessariamente privativa - anche se perdere peso non mi farebbe sicuramente male! - ma più equilibrata;
- voglio prendere coraggio - e studiare con costanza - per parlare una lingua che non è la mia.

Ci riuscirò? Non so, ma intanto incomincio!
Se qualcuno ha suggerimenti, sono ben accetti!