domenica 19 gennaio 2014

La saggezza dei biscotti della fortuna

Ogni volta che mio fratello dà un esame all'università il resto della famiglia si riunisce e va a mangiare cinese: è la cabala! La prima volta è stato un caso, ma siccome è andata bene, non ce la sentiamo di mettere in pericolo l'avvenire di un futuro avvocato!
L'altro giorno finito di mangiare il proprietario del China Town mi ha portato un biscotto della fortuna:

Me lo dice anche il biscotto della fortuna...
Nonostante l'italiano il messaggio è chiaro: la testa mi si riempirà di nuove idee... ci mancava solo il biscotto della fortuna!
E voi, ci credete?

p.s. Andrea ha preso 30... la cabala continua!

giovedì 16 gennaio 2014

Spaghetti aglio, olio e peperoncino rivisitati / ricetta di Paoletta

Ricetta di PAOLETTA

Cara Fra, per le feste mangiando a casa a pranzo più spesso ho dovuto rispolverare, se non addirittura reinventare, qualche primo piatto. Quello meglio riuscito direi, visto che ne è stato richiesto il bis nell'arco di una sola settimana, è un semplicissimo aglio, olio e peperoncino rivisitato

Gli ingredienti sono aglio, olio, peperoncino con l'aggiunta di spinacini freschi (più sono piccoli, più sono teneri e gustosi!) e del parmigiano.

La preparazione è facilissima: ho messo sul fuoco l'acqua salata per la pasta e in un’altra padella (tipo wok) ho messo dell'olio buono, il peperoncino tritato grossolanamente e l'aglio tritato sottile (se non amate il sapore forte dell'aglio potete buttare un paio di spicchi opportunamente schiacciati e poi levarli quando si è insaporito l'olio) ho lasciato andare il fuoco basso, basso per non bruciare niente, ma solo aromatizzare l'olio.
Quando l’acqua è arrivata a bollore ho buttato gli spaghetti (potete usare la pasta che volete, ma in questo caso, a mio parere, gli spaghetti sono più scenografici!). Li ho tirati su uno, due minuti prima della cottura e li ho ripassati nel wok assieme agli spinacini che ho precedentemente lavato e pulito. Se pensate sia necessario potete aggiungere un po' di acqua della pasta per non seccarli troppo quando vengono saltati in padella, ho aggiustato di sale. 
Infine ho impiattato aggiungendo un filo di olio a crudo e una bella spolverata di parmigiano grattugiato grosso.

Spaghetti aglio, olio e peperoncino rivisitati

Semplice, pure poco calorico (anche se questo non mi ha mai fermata!), piccantino e gustoso, insomma da leccarsi i baffi!! Brava Paola!

P.S. Se vi succede come a me, cioè andate da un’ortolana a comprare gli spinacini e non riuscite a dire di no, così la signora ve ne riempie una busta intera.. dopo aver moccolato un po' per pulirli tutti (ci sono sempre le confezioni di spinaci già puliti da prendere in considerazione per la prossima volta), con quelli in eccesso potrete sempre fare un’insalatina semplice con noci e grana a scaglie, conditi con una fresca citronette...
 
Insalatina spinaci, noci e grana


Fra gli altri primi, ho rifatto un risotto, questa volta con l'originale radicchio di Treviso, sfumato però con un buon vino rosso molto tanninico. Ho accompagnato il tutto, un po' perché sta bene come decorazione del piatto, un po' perché lo rende un piatto completo, con mezzo radicchio stufato in padella, saltato con un po' di aceto balsamico tradizionale. Gli da quel gusto dolcino che unito all'amarognolo del risotto, per me è la morte sua... un’idea come un’altra.

Risotto al radicchio trevigiano

venerdì 10 gennaio 2014

Vi presento Laura,
nuova collaboratrice di Andarmangiando :)

Laura, in cucina Wonder
Mi chiamo Laura, ho 48 anni, una laurea in lingue straniere, una vita e un lavoro molto intensi tra Rimini e Parigi e una gran passione per la cucina e il buon cibo.
Ho anche un marito e una figlia di 17 anni che ogni giorno mi chiedono "cosa si mangia oggi?"
Quando mi sono sposata, ventisei anni fa, non sapevo cucinare assolutamente nulla, ma l'agenda di Suor Germana (qualcuno sa di che parlo?) che mi venne regalata da un parente di un parente di un imbucato alla mia festa di matrimonio, mi ha salvato il ménage famigliare permettendomi passo dopo passo di riuscire a diventare prima una cuoca discreta e oggi, nell'era delle Parodi e delle Clerici, una cuoca direi bravina.
Un marito bretone vissuto anni in Guascogna, con mamma bravissima in cucina, mi ha convertito alla cucina da gourmet della migliore tradizione francese, mescolando ostriche e frutti di mare con quiches e petti di anatra e terrines. Oggi amo mescolare la cucina romagnola con quella bretone, senza disdegnare il sushi, ma stando alla larga da tutto quello che si chiama "nouvelle cuisine" che io detesto.
Che dire? Per cucinare bene ci vogliono (secondo me) due cose sole: passione per il cibo e buoni ingredienti.
Non raccontiamoci sciocchezze che ci vuole tempo, quello serve se vogliamo preparare il cinghiale frollato nello strutto e cotto allo spiedo girato a mano.
Per tutto il resto basta un po' di manualità e voglia di stupire i tuoi cari ogni giorno.

giovedì 9 gennaio 2014

Quiche aux asperges et jambon cuit
ricetta di Laura Wonder

Innanzitutto “Wunder” è il soprannome che mi ha dato la mia amica Daniela perché dice che riesco a compiere piccoli miracoli quotidiani moltiplicando ore, energie, risultati…. Mah, non so se sia vero.
Quello che è certo è che anche se torno a casa distrutta dalla fatica, siccome mangiare mi piace e mangiare male mi mette di cattivissimo umore, ho imparato a cucinare cibi gustosi anche in poco tempo.

Prendiamo questa ricetta che riesce sempre e che viene dalla mia esperienza francese: Quiche aux asperges et jambon cuit (tradotta è tutta un’altra roba, torta salata agli asparagi e al prosciutto cotto)

Ingredienti:
1 rotolo di pasta sfoglia (non comprate quelle a basso costo, la qualità non è uguale)
1 confezione di asparagi surgelati da 300 grammi (in stagione, mezzo kg di asparagi freschi)
1 porro
2 fette di prosciutto cotto
100 g di ricotta di mucca
100 g di crescenza (io avevo lo squacquerone e va bene lo stesso)
2 uova
mezzo bicchiere di panna (io ho messo il latte perché la panna non l’avevo)
2 cucchiai di parmigiano grattugiato
sale e pepe q.b.

Mondate il porro tenendo solo la parte bianca, tagliatelo a striscioline e fatelo appassire in un pentolino con una noce di burro e un poco di acqua perché non si attacchi. Dopo 5 minuti aggiungete gli asparagi, tagliandoli a rondelle per circa ¾, lasciando cioè da parte le punte. Cuocere in tutto 7 minuti, sempre con un goccio di acqua se occorre.

Stendete la pasta sfoglia in una teglia da crostata, bucherellare il fondo coi rebbi di una forchetta e spolverizzare di pan grattato (serve per non bagnare la pasta con le verdure e rendere la quiche troppo molle).

Lasciate raffreddare il porro con gli asparagi. A parte sbattete le 2 uova con la ricotta, il parmigiano, la crescenza a tocchetti, sale e pepe e la panna o il latte, aggiungete alla fine il composto di verdure e le due fettine di prosciutto cotto tagliate e listarelle.

Versate il composto sulla pasta sfoglia livellando bene, aggiungete le punte degli asparagi e infornare a 180° per circa 30 min, ma sorvegliando la cottura (non deve essere bruciata, odio le quiche che sanno di frittata troppo cotta).

Quiche aux asperges et jambon cuit

Bon appetit!

martedì 7 gennaio 2014

Minestra di cipolle

Primo giorno di lavoro dopo due settimane di ferie.
Orario nuovo: dalle 8.30 alle 14.
Riunione pre-ufficio con incazzatura...
Torno a casa che sono quasi le due e mezzo. Il frigo fa l'eco: da più di quindici giorni non facciamo la spesa, tanto è Natale e siamo sempre a mangiar fuori! Giusto, ma abbiamo finito anche la pasta; oggi è un martedì che sembra un lunedì e all'uscita dall'ufficio il falso supermercato vicino a casa è già chiuso...

Bene mi guardo intorno in cucina e decido per un piatto che mi piace molto e che, essendo veramente povero, mi salva nei momenti di difficoltà: la minestra di cipolle.

Rosolo in padella, con un pezzettino di burro e un goccio d'olio, 250 gr di cipolla di tropea. Bagno con acqua calda e aggiungo un pizzico di farina, lascio cuocere per 15/20 minuti.
Passo la cipolla al mixer e regolo la densità della minestra in modo tale da poterci cuocere dentro 100 g di pastina all'uovo - oggi grattini!-. Aggiusto di sale.
Una volta cotti i grattini impiatto nelle nostre due belle tazze colorate e spolvero di parmigiano.
Quando ce l'ho - quindi non oggi!- decoro con una fetta di pane nero.

Buona, rigenerante, ma niente foto...
La vera domanda infatti è: come si fa a impiattare in maniera decente una minestra di cipolla? Accetto consigli! :)


venerdì 3 gennaio 2014

Haiku - Catania / recensione di Michela

Recensione di MICHELA

Con grande impazienza ho aspettato il momento di accomodarmi e provare le prelibatezze di Haiku! Finalmente, approfittando di un sabato libero da impegni lavorativi, ho preso la palla in balzo e ho deciso di prenotare, portando con me commensali molto scettici riguardo alla cucina naturale: i miei genitori e l'emblema della tradizione culinaria siciliana, per ogni famiglia, cioè la nonna.
Scelta azzardata, direte voi, soprattutto se in un colpo solo, devono sciogliersi tradizioni, fare a meno di ingredienti elaborati e via dicendo. La sfida era ardua ma l'ho vinta con il pieno dei voti.
Tutto questo grazie al ristorante Haiku.

Haiku
Il locale è arredato in maniera semplice, la materia preponderante è il legno, lo stile è minimale, quasi a voler richiamare la semplicità della natura e dei suoi elementi. La struttura è accogliente, calda e si esprime in uno spazio piccolo ma in alcun modo opprimente. Il personale è giovane, informale e amichevole. All'esterno è possibile ammirare un bellissimo giardino di fichi selvatici e muri di pietra lavica.
Il menù è alla carta, i piatti offerti cambiano a rotazione a ciclo periodico, l'unica regola costante è che vengono preparati con ingredienti esclusivamente di stagione (particolarità ormai rara sulle tavole di tutti). Si può scegliere tra antipasti, piatti unici, pizze biovegane, birre artigianali (tutte locali) e vini pregiati siciliani,  se si ha voglia di qualcosa di dolce la ciliegina sulla torta (vegan) è completata da dolci leggeri privi di zuccheri semplici ed edulcoranti.
Visto che volevo puntare a fare bella figura, ho deciso di ordinare una carrellata di antipasti in modo da provare davvero la maggior parte delle pietanze.
Piatto unico, abbiamo provato del pane chapati con salsa di pomodoro secco, hummus di ceci, carote crude intinte in un pinzimonio ricchissimo di sapore, involtini primavera, tempura di verdure e crocchette.

piatto unico
Primi piatti, il riso di “Nonna Enza” cotto con piselli e carote viene servito in un piatto coloratissimo, abbinato a delle patate insieme ad un cesto di radicchio con insalata e semi di girasole.
Pizze biovegane, sono un vero must del menù, l'impasto è realizzato con un mix di farine e semola di grani pregiati quali Margherito, Senatore Cappelli, Timilìa e lievitazione lenta grazie al lievito di pasta madre assicurando così una digeribilità unica.
Io ho provato per voi quella realizzata con base di pomodoro, zucca, patate e funghi pleutorus; il calzone in crema di soia con verza porri, spinaci, cipolla olive e pomodori secchi e infine un'altra sempre con base bianca arricchita con broccoli, funghi, olive e del vegan cheese spolverato.

pizza bio-vegan con zucca, patate e funghi
I prezzi, sono medio alti, ci aggiriamo sui 15-20 euro a persona.


Vi assicuro che si stenta a rimanere affamati per provare altre pietanze e l'unico mio rimorso resta quello di non aver provato i dolci.

Haiku è un'esperienza da vivere assolutamente, sia per lasciarsi tentare da una cucina “nuova” e naturale sia per lasciarsi coccolare da abitudini sane, lontane dalla raffinazione e industrializzazione di prodotti che quotidianamente sono la base della nostra dieta.
La mia serata è stata un successo, ho convinto mia nonna e mio papà che erano i due più scettici. A voi lettori (viaggiatori in giro per Catania o cittadini) consiglio caldamente di trascorrere una serata in compagnia di piatti salutari e gustosi, del buon vino o birra e di simpatici amici.
Il mio voto e la mia esperienza non può che essere positiva.

Il ristorante Haiku garantisce cucina da asporto, catering, sala da tè, offre corsi di cucina naturale, seminari e conferenze ed è anche bioshop.

mercoledì 1 gennaio 2014

Welcome 2014

Gli ultimi mesi sono stati impegnativi: tante cose da fare e poco tempo per farle, molta stanchezza...
e Andarmangiando, nonostante la collaborazione di tanti amici, ne ha un po' sofferto.

Il nuovo anno si presenta con tante sfide, qualcuna già nota da portare avanti con rinnovato slancio, altre completamente nuove da intraprendere con curiosità e dedizione.

La parola chiave per il 2014 allora è organizzazione e, perché no?, entusiasmo!
Piano piano, con passione e impegno, si può fare tutto :)

Auguro a tutti voi un anno entusiasmante!

Welcome 2014