lunedì 24 febbraio 2014

Bio's kitchen
Luca Ioli

La notizia corre sussurrata tra i gourmet riminesi. Il bel ristorante ricavato da una vecchia casa colonica in via della Fiera, residuato dei tempi in cui la campagna si spingeva a ridosso del borgo Santo Spirito, riapre i battenti. 
Bio’s Kitchen è il nome che diamo in anteprima ed oltre che un ristorante sarà anche una locale di nuova concezione dove a fianco della cucina tradizionale, ma 100% bio, si troverà una proposta vegana (quindi una cucina che non fa uso di carne, ma neppure di derivati come formaggi, latte e uova ndr) che vuole esprimersi ad alto livello abbandonando la generale associazione che si fa tra questo tipo di food e la sobrietà alimentare.
“Il menù vegano sarà molto appetitoso, con lo chef Marco Bonardi (esperienze in giro per il mondo in particolare a Londra poi nel riminese chef della Sangiovesa e del Molo 22) stiamo sperimentando tantissimo ed i risultati sono sempre più sorprendenti. Cercheremo di aiutare tutti ad avvicinarsi a questo tipo di cucina, una delle novità sarà un piatto a spirale dove il cliente potrà avere la giusta modalità e sequenza del food vegano”. Ci conferma Renzo Agostini titolare del Terra e Sole e socio in questa avventura.
Il locale vuole essere l’occasione per imparare a mangiare in modo diverso, tant’è che vi troverete libri, corsi, materia prima da acquistare e persino quadri in tema con la mission aziendale.
“Naturalmente ci sarà anche la cucina tradizionale con una attenzione particolare alla lavorazione ed alla provenienza delle materie prime. Carne, formaggi e pasta rigorosamente bio preparata dalle nostre sfogline”.
Certo che la curiosità di assaggiare i piatti prodotti con tofu, seitan e tempeh è alta.
“Ma accanto agli ingredienti tradizionali della cucina vegana metteremo alcune novità come il quinoa che è un cereale andino o il più comune topinambur che è un tubero”.
Non mancherà la pizza per la fortuna dei meno temerari, prodotta con farine di camut e farro.

“La sorpresa sarà la “piz & lov” , decidete voi se la volete tradurre come il motto inglese degli anni ’60 pace ed amore oppure come il romagnolizzante pizza per i lovi perché sarà buonissima, ma per saperne di più dovrete attendere l’apertura di giovedì 27” ci dice Agostini, se è una sfida va accettata.