lunedì 31 marzo 2014

Verdura e frutta d'aprile
Luca Ioli

Finalmente... è tempo di  fragole!
Il mese di aprile è un vero spartiacque nel consumo della verdura.
Abbandonate i cavoli, le bietole, i cardi e le patate che ci hanno accompagnato durante l’inverno ed incominciate ad orientarvi su nuova frutta e nuove verdure.

giovedì 27 marzo 2014

L'angolo del buongustaio - Santarcangelo

Ieri sera siamo andati a Santarcangelo.
L'occasione è stata l'anteprima del videoclip Calvario d'estate dell'amico e cantautore Andrea Amati al Supercinema al quale Robi ha lavorato assieme a Stefano Bisulli.
Naturalmente, come sempre negli ultimi mesi, eravamo di corsa e non avevamo mangiato.
Ci siamo infilati a L'angolo del buongustaio in piazza Marconi.
Alle 20.30 stavano chiudendo, ma ci hanno accolto con un sorriso e permesso di mangiare un cassone all'interno.
Devo essere sincera: a vedersi mi sembravano un po' tristi... io ho preso un classico, pomodoro e mozzarella, e Robi un patate e salsiccia. Devo invece ammettere che il mio cassone era molto buono: impasto sufficientemente sottile da poter mangiare volentieri anche i bordi, condimento saporito. Forse non sono gonfi di ripieno, ma non mi sono dispiaciuti per niente!
Non ci resta che provare la pasta fresca o il pesce il martedì o il venerdì!

piazza Marconi, 16 - Santarcangelo
provato il 25/03/2014
euro: 9,00
voto :)

lunedì 24 marzo 2014

Pizzeria del Secolo - Luoghi storici
Luca Ioli

Alzi la mano chi almeno per una volta non ha mangiato una “pizzetta” alla Pizzeria del Secolo, non ne troverete una in alto. Il profumo di pizza che si spande in via Gambalunga è presente nei ricordi di tutti quelli che hanno almeno cinquanta anni.
In realtà la Pizzeria del Secolo non ha cambiato per nulla i suoi ingredienti né i suoi metodi di lavorazione “ci alziamo per impastare alle sei e mezza poi alle otto e mezza incominciano ad uscire le pizze e si va avanti sino alle venti e trenta, dodici ore filate” ci dice Roberto Ciarmatori, uno dei titolari.

La Pizzeria del Secolo è una antesignana dello street food, ora si è allargata e permette anche a qualche cliente di sedersi, ma la pizza si prende e si porta via mangiandosela mentre si passeggia cercando di non perdersi per strada una parte della mozzarella che scivola via.

La storia della pizzeria incomincia nel 1954.
“Negli anni ’50 era una vera novità, la pizzeria fu messa su dal nonno del mio socio Franco che è anche mio cugino, poi nel 1961 fu rilevata da mio padre Rolando Ciarmatori, da quel momento è rimasta sempre della stessa proprietà e non ha mai cambiato ubicazione” al punto che è uno dei pochi locali che si possono fregiare del titolo di bottega storica del Comune di Rimini.

L’unica cosa che è cambiata sono i gusti, negli anni ’60 erano due, pomodoro o mozzarella e pomodoro. Ai giorni nostri sono 15 i tipi di pizza che escono a rotazione dei forni elettrici.

I prezzi invece sono rimasti straordinariamente popolari, una pizza al pomodoro costa un euro, quella pomodoro e mozzarella un euro e trenta e le altre con farciture articolate costano un euro e cinquanta, insomma con 3 euro e cinquanta vi mangiate 2 pizze ed una bottiglietta d’acqua. Una vera ricetta anticrisi.

Nonostante ciò la pizzeria viene visitata da tutti, adolescenti e personaggi dello spettacolo come Fabio De Luigi, Maurizio Ferrini o Valentino Rossi.

Il locale con il tempo si è allargato (ma non di tanto), è comparso qualche giornale ed è possibile anche sedersi per consumare, ma il segreto rimane sempre quello, se ci passate davanti sentite il profumo di pizza, vi viene immancabilmente l’acquolina in bocca ed a qualsiasi ora non potrete fare a meno di entrare e mangiarne una. 

giovedì 20 marzo 2014

Quiche integrale alla curcuma con carciofi
Ricetta di Claudia

Leggendo questa ricetta in un blog di cucina naturale, mi ha subito colpito l’utilizzo della patata nell’impasto della quiche. Sarà che io adoro le preparazioni che la contengono come ad esempio gli gnocchi di patate o i cancì (la pasta ripiena che si mangia in Trentino), che ho voluto subito sperimentarla.
Un’altra idea che mi stuzzicava era l’uso della curcuma, una spezia che ultimamente è stata molto rivalutata anche dalle diete antitumorali, che dà all’impasto un bel colore giallo. 

lunedì 17 marzo 2014

La notte delle fogheracce
Luca Ioli

Martedì sera ritornano le fogheracce a riempire ancora una volta l’aria di Rimini di fumo.
Questo evento ha resistito al passaggio dal paganesimo al cristianesimo ed all’ostracismo di Pandolfo Malatesta che le aveva vietate alla fine del 1.400 ma poi ha lasciato perdere perché i riminesi continuavano ad accenderle. 
Ora subisce l’assalto più subdolo, quello dell’onnipresente burocrazia italiana che invade ogni angolo della nostra vita con richieste assurde, persino di queste usanze alla costruzione delle quali abbiamo partecipato tutti quando eravamo bambini. Così tre anni fa mi è capitato di vedere sul margine del deviatore del fiume Marecchia una ruspa di Hera al lavoro per rimuovere una piccola catasta sotto gli occhi di cinque bambini in lacrime.
Eppure in questo rito immortalato da Fellini nelle prime immagini del film Amarcord c’è un fascino incredibile, che incanta ed incuriosisce anche gli stranieri.
Intanto intorno alle fogheracce si beve rigorosamente vino sangiovese, lo si accompagna con ciambella, ma se come da tradizione la si accende subito dopo il tramonto allora occorre fare attenzione al tipo di falò e dove viene fatto.
La fogheraccia può essere di campagna, cioè fatta con gli scarti di potature ed altro materiale legnoso, in questo caso il pane viene accompagnato da salame, formaggio, qualche volta si usa la brace per cuocere le salsicce a fianco del falò.
Altra cosa invece è quando la fogheraccia viene fatta dai pescatori con gli scarti del materiale portato dal mare.
In questo caso intorno al falò si mangeranno i sardoni con il radicchio che saranno cotti sulla carbonella perché il legno portato dal mare non è buono per cuocere, ma il comune denominatore di queste esperienze sarà sempre il vino rosso.
Infine un appello al Presidente Stefano Tonini ed agli amici della Società de Borg: riesumate la fogheraccia vicino al ponte di Tiberio magari non nel campo di calcio, ma in mezzo alla biforcazione dei due sentieri, ed un altro al Comandante dei Vigili Urbani Tamanti ed al Sindaco Gnassi, favorite questi eventi invece di reprimerli con assurde richieste burocratiche. 
Per una volta teniamoci ciò che ci parla di noi.
fogheraccia

venerdì 14 marzo 2014

Corso di food writing a Rimini


Se quando esci da un ristorante non puoi trattenerti dal dargli un voto,
se fotografi quello che hai nel piatto o che esce dal tuo forno prima di assaggiarlo,
se ti piace parlare e sparlare di cibo... anche mentre mangi,
questo corso è per te!

Recensioni, ricette, interviste a chef o produttori: per scrivere di cibo ci vogliono basi solide di giornalismo e narrazione, copy writing per il web o la carta stampata.

Impara a scrivere di cibo con i blogger di The chef is on the table
sabato 5 aprile presso il ristorante Teatini di Rimini
grazie a Zandegù
in collaborazione con Panozzo Editore e Andarmangiando

Per informazioni e iscrizioni: http://www.zandegu.it/corsi/corsi-brevi/food-writing-rimini/
Le iscrizioni sono aperte

giovedì 6 marzo 2014

Reale - Castel di Sangro AQ

Solitamente quando vado a mangiar fuori mi guardo intorno, fotografo, annuso, prendo appunti pensando a cosa scriverò su queste pagine. Cerco di farlo non disturbando i miei commensali e senza perdermi il gusto reale di un pranzo o una cena in compagnia.

Qualche volta invece vengo presa da una sorta di pudore e lascio il telefono e la penna in tasca.
L'ultima volta mi successo al CasaDonna Reale da Niko Romito, dove ho seguito l'invito stampato sul menu e, dopo aver scattato una foto di un particolare della sala, ho spento il telefono e mi sono goduta il viaggio.

Lì per lì siamo tutti talmente attenti che nessuno al tavolo fiata e il cameriere deve rompere il ghiaccio con un "Potete tranquillamente parlare!".
Eppure l'atmosfera del Reale non mette a soggezione, anzi, ma sicuramente rapisce e abbiamo tutti bisogno di un attimo per assaporarla.

Sono passati tre mesi da quella domenica al Reale, se si fosse trattato di un altro ristorante avrei finito per non scriverla questa recensione, ma mi sembra giusto tentare... sia per vedere cosa mi è rimasto di questo pasto, sia perché difficilmente mi ricapiterà tanto presto di tornare a Castel di Sangro da Romito e voglio condividere questa esperienza.

Il menu è al buio: sappiamo che mangeremo nove portate, ma per il resto ci affidiamo completamente allo chef e alla sua brigata.

Del benvenuto mi sono rimaste ben impresse le chips di rape rosse con paté di fegato di coniglio: in generale non mi piacciono le interiora, ma finisco per assaggiarle sempre e il dolce e il croccante della rapa contrasta così bene con il sapore deciso del fegato...

Degli antipasti riesco ancora a ricordare la sensazione di bosco che mi ha dato il gel di vitello, porcini secchi, mandorle e tartufo nero, un piatto da mangiare in verticale, un'esplosione di sapori; e la maionese di lamponi dell'emulsione fredda di manzo e olio con dragoncello, io che la maionese non la mangio!

Assoluto di cipolla, parmigiano e zafferano. Speravo con tutta me stessa che questo piatto facesse parte del menu senza avere il coraggio di chiederlo. Assaggiarlo è stata un'esperienza: in bocca arrivano potenti e ben distinti - assoluti - i tre ingredienti, la cipolla del brodo, il parmigiano unico ripieno dei 'bottoni', e per ultimo lo zafferano sebbene anche questo sia nel brodo. Mia madre non riesce a mangiarlo, per me è una sorpresa tale a ogni cucchiaio che non riesco a non mangiarlo.

Assoluto di cipolla
Buonissima la croccante espressione della lingua, ma la portata più spiazzante di tutto il pranzo è stato il carciofo e rosmarino. Mi dispiace che nessuno abbia immortalato le nostre facce all'arrivo del carciofo... Un carciofo, ottimo nella sua semplicità, solo... letteralmente sconcertante e inaspettato.

Il carciofo di Niko Romito

Dopo il carciofo non sappiamo più a che punto del menu siamo, ma continuiamo a farci guidare da Romito.
I ravioli di ricotta di bufala, distillato di bufala, pepe e capperi sono un altro piatto geniale e buonissimo che mi fa ringraziare i miei di avermi insegnato ad andarmangiando!
Anche le fettuccelle di semola, gamberi rossi e pepe rosa sono incredibili: il loro colore brillante e il sapore intenso è dato esclusivamente dal gambero.

Devo essere sincera non mi ricordo l'agnello affumicato, aglio e pompelmo rosa...

Ci dà ancora da pensare il dolce: forse perché fuori c'è un tempo da lupi, alla meringa, lampone e mou - dove il lampone è un disco di sorbetto - avremmo preferito qualcosa di più confortante... ma ci siamo rifatti con la piccola pasticceria!

Un solo vino, ma è colpa nostra: abbiamo ancora tanto da imparare!

Prima di andarcene un saluto in cucina. La brigata sta preparando i dessert dell'ultimo tavolo, è un piacere vederli lavorare. Romito mi sembra schivo, ci stringe la mano, ci chiede se ci aspettavamo questo tipo di cucina, ci spiega la preparazione del carciofo: solo carciofo e acqua...

La cucina di Niko Romito è un'esperienza da fare.
Mi piacerebbe tornare, magari in primavera, e avere più tempo per godermi il Reale, ma oggi siamo di fretta: c'è aria di neve e per tornare a Rimini ci vogliono quasi 4 ore...

piana s. liberata, sn - 67036 castel di sangro AQ
086469382
coperti: 5
euro: 670,00
provato il 01/12/2013
voto :))
Le fotografie sono tratte dal sito del ristorante

mercoledì 5 marzo 2014

Vi presento Paoletta
collaboratrice storica di Andarmangiando :)

Paoletta in Grecia
Mi dicono che mi devo presentare su andarmangiando... Piacere, sono Paoletta, almeno qui sul blog, nella vita normale sono semplicemente Paola.
Per quel che riguarda l'andar... andrei ovunque: cioè in qualsiasi luogo del mondo, con delle preferenze chiaramente...
Sono un amante dell'Europa in generale (anche perché ho praticamente viaggiato solo in questo continente!), in particolare adoro l'Europa del sud, quella affacciata sul mar Mediterraneo - con qualche piccola eccezione, adoro anche il Portogallo e l'Irlanda, il primo perché è un paese che mi rimanda ad altri luoghi, ad altre culture diverse e più esotiche, il secondo perché mi ha accolto per nove mesi in una maniera veramente calorosa e ospitale -, e poi sono una vera amante dell'Europa dell'Est, adoro il crogiolo dei Balcani, tutti - Sarajevo è una delle città che mi è rimasta più impressa nel cuore -, amo la Grecia e la gente di Grecia, e ho completamente perso la testa per Istanbul, dove mi trasferirei immediatamente se potessi e dove l'equilibrio fra Oriente ed Occidente muta continuamente e ti permette di sentirti sempre in continuo fermento... sapete, sono nata con il ballo di San Vito addosso!
Poi mi piacerebbe scoprire il Medio Oriente, purtroppo sono stata solo in Israele, ma ogni volta che si prova anche solo a sognare di andare da quelle parti ci si scontra con una realtà complessa fatta di guerre ed equilibri instabili... per me sono le terre dove ha avuto origine la nostra storia e cultura e quindi esercitano un enorme fascino...
E poi... prima o poi andrò a New York... un sogno comune per chi è cresciuto, come me, guardando tutti i telefilm e film possibili e immaginabili sulla Grande Mela... L'idea di vedere la città che è un po' la capitale del mondo mi incuriosisce, e penso che finché non riuscirò a soddisfare questa curiosità, mi rimarrà un po' come pallino!
Ci sono posti che forse mi ispirano meno a primo acchito, ma sono certa che se ne avessi la possibilità (diciamo tempo e soldi?) sarei disposta a viaggiare ovunque...

E questo l'andar... per quel che riguarda il mangiando... sarò ripetitiva, ma io mangio di tutto! Certo, anche in questo campo ho le mie preferenze e cibi che invece non mi fanno impazzire, ma tendenzialmente assaggerei tutto (sempre che non sia vivo, tipo vermi, scorpioni, etc ).
Adoro tanto la carne, il pesce e le verdure, non amo particolarmente i dolci - la Fra non mi capirà mai!!! - ed è anche per questo che non amo tanto la frutta - tranne le ciliegie, che adoro -, non amo tantissimo neanche i primi piatti (a parte quelli della cucina romana che sono buonissimi, saporitissimi e grassissimi), soprattutto la pasta ripiena non mi ha mai fatto impazzire... Ora non starò ad elencare tutto, ma amo la cucina regionale ed etnica... insomma non sarò una golosona, ma sicuramente penso di essere un ottima forchetta!!

L'unione fra l'andar e il mangiando è la mia piccola perfezione personale - per questo la Fra è stata proprio geniale nella scelta del nome -, andare e assaggiare il cibo sono i piccoli grandi piaceri della vita, che mi hanno sempre arricchito, di persone, esperienze e immagini... quindi io continuerei così, che dite?