lunedì 17 marzo 2014

La notte delle fogheracce
Luca Ioli

Martedì sera ritornano le fogheracce a riempire ancora una volta l’aria di Rimini di fumo.
Questo evento ha resistito al passaggio dal paganesimo al cristianesimo ed all’ostracismo di Pandolfo Malatesta che le aveva vietate alla fine del 1.400 ma poi ha lasciato perdere perché i riminesi continuavano ad accenderle. 
Ora subisce l’assalto più subdolo, quello dell’onnipresente burocrazia italiana che invade ogni angolo della nostra vita con richieste assurde, persino di queste usanze alla costruzione delle quali abbiamo partecipato tutti quando eravamo bambini. Così tre anni fa mi è capitato di vedere sul margine del deviatore del fiume Marecchia una ruspa di Hera al lavoro per rimuovere una piccola catasta sotto gli occhi di cinque bambini in lacrime.
Eppure in questo rito immortalato da Fellini nelle prime immagini del film Amarcord c’è un fascino incredibile, che incanta ed incuriosisce anche gli stranieri.
Intanto intorno alle fogheracce si beve rigorosamente vino sangiovese, lo si accompagna con ciambella, ma se come da tradizione la si accende subito dopo il tramonto allora occorre fare attenzione al tipo di falò e dove viene fatto.
La fogheraccia può essere di campagna, cioè fatta con gli scarti di potature ed altro materiale legnoso, in questo caso il pane viene accompagnato da salame, formaggio, qualche volta si usa la brace per cuocere le salsicce a fianco del falò.
Altra cosa invece è quando la fogheraccia viene fatta dai pescatori con gli scarti del materiale portato dal mare.
In questo caso intorno al falò si mangeranno i sardoni con il radicchio che saranno cotti sulla carbonella perché il legno portato dal mare non è buono per cuocere, ma il comune denominatore di queste esperienze sarà sempre il vino rosso.
Infine un appello al Presidente Stefano Tonini ed agli amici della Società de Borg: riesumate la fogheraccia vicino al ponte di Tiberio magari non nel campo di calcio, ma in mezzo alla biforcazione dei due sentieri, ed un altro al Comandante dei Vigili Urbani Tamanti ed al Sindaco Gnassi, favorite questi eventi invece di reprimerli con assurde richieste burocratiche. 
Per una volta teniamoci ciò che ci parla di noi.
fogheraccia