martedì 22 aprile 2014

Pianura Inn - Busnago

Pianura Inn
"L'unico obbligo di questa Pasqua è mangiare bene" twittava @maricler qualche giorno fa.
Noi ci abbiamo provato, ma non ci siamo riusciti!

Pranzo di Pasqua in Brianza, al Pianura Inn di Busnago. Menu fisso.
Il locale è ampio, con una personalità poco definita.
C'è molta gente, ma il nostro tavolo è in fondo, davanti al bancone del bar e sufficientemente in disparte.

lunedì 14 aprile 2014

Il pranzo di Pasqua: uova di cioccolato
di Luca Ioli


D’accordo sul panettone a Natale, pure sul pandoro per l’ultimo dell’anno, ci inchiniamo alla piada dei morti per il 1 novembre ma non c’è nulla che ci riporta al nostro mondo di bambini come le uova di Pasqua.

martedì 8 aprile 2014

Amarina - Rimini

Andarmangiando ha provato in anteprima Amarina, nuovo locale alla darsena di Rimini che offre piadina, fritto e piccola ristorazione.
Durante una cena tra amici, abbiamo 'testato' ciò che di buono offre la cucina di Amarina.

domenica 6 aprile 2014

Il pranzo di Pasqua: l'agnello
Luca Ioli

La Pasqua incombe sulle tavole degli italiani. 
Da noi il pranzo della domenica inizia con le uova benedette colorate dai più piccoli della famiglia e con il salame. In un giorno normale pane, salame e uova sode basterebbero a chiudere il pasto invece si prosegue con cappelletti (ma anche lasagne o tagliatelle i cappelletti non sono “obbligatori” come a Natale) ed un secondo di agnello.

Durante l’anno il consumo di carne d’agnello  è piuttosto limitato ma in questo periodo ha un vero e proprio picco, strano perché la carne d’agnello è quella più naturale, proviene da animali che crescono allo stato brado e che mangiano erba di pascolo.
Inoltre questa carne è a kilometro zero perché prodotta dagli allevatori sardi della nostra collina.
Questi allevatori si sono insediati negli anni '70 nel nostro territorio che si andava spopolando dando vita ad un allevamento di qualità riconosciuto nel mondo gastronomico.
“Sono dei grandi professionisti” dice sicuro Bruno Battistini, titolare dell’omonima macelleria in borgo Sant’Andrea “È il primo consiglio che mi sento di dare parlando d’agnello: che la carne provenga dalle nostre parti perché la qualità della produzione nostrana non è seconda a quella sarda e laziale”.

Ma quali sono i tipi di agnello? “C’è l’agnellino da latte che al massimo ha 40 giorni, poi l’agnellone che arriva ai 5 mesi, infine il castrato che ha massimo 10 mesi, Queste sono le qualità a cui fare attenzione quando si acquista della carne d’agnello. L’agnellino sardo e l’abbacchio sono l’eccellenza perché sono da latte”.
E i tagli? “ Le costolette sono da fare fritte o allo scottadito,  il “coscio” è perfetto per  farlo al forno, la spalla è più adatta per lo spezzatino, poi c’è il quarto taglio che è fegato e testina, il primo da fare in padella, la testina da fare al forno, ma sono tagli della tradizione ormai dimenticati”.

Si stupisce sempre il mio amico Stanco, un istriano scolpito nella roccia, uno dei pochi a Rimini capace di fare l’agnellone allo spiedo che necessità di 4 ore di cottura, della grande quantità di cuore, polmone e fegato che puoi ottenere  come scarto di lavorazione e che lui trasforma nella “venesiana” una specialità slava cotta con cipolla,  vino, alloro ed altre spezie e che si consuma aspettando che l’agnello si cuocia.
Ma nei Balcani l’agnello è una cosa seria, non solo a Pasqua.

venerdì 4 aprile 2014

Spaghettino alla chitarra con le fave
Ricetta di Paoletta

È tempo di primavera e l'orto, secondo me, in questo periodo dell'anno, propone i prodotti più interessanti, primo fra tutti le fave, non usate tantissimo probabilmente, ma molto amate da me: un retaggio familiare alle spalle, da noi se ne sono sempre consumati chili e chili.

Il modo più gustoso è accompagnarle con del buon pecorino (non troppo stagionato) e un bicchiere di sangiovese giovane e asprigno... c'è chi le ama anche accompagnare con i salumi, perché no?

Ma io sono un amante del formaggio e per rivisitare il classico binomio con le fave e proporle come un antipastino diverso, ho provato in qualche occasione a farle in insalata: fave sgranate e sgusciate, cubotti di pecorino, poco sale, una bella spolverata di pepe e un buon olio, semplice, ma di grande effetto per gli amanti del genere.
Invece come primo piatto ho pensato ad uno spaghettino alla chitarra con fave, cipollotto, pancetta e pecorino (lo vedo bene per il periodo pasquale)...

Spaghetti alla chitarra con le fave
Io gli spaghetti li faccio così: gli spaghetti alla chitarra o si comprano, freschi o secchi, oppure si usa questo bellissimo oggetto, musica per le sfogline: la chitarra abruzzese, oltre che bellissimo anche divertente da usare!
Chitarra per spaghetti :)
In una padella, tipo wok, ottima per saltare bene la pasta alla fine, metto un filo d'olio, un po' di sale (grosso), e appassisco i cipollotti, tagliati precedentemente a rondelline, alla fine aggiungo anche le fave sgranate e le insaporisco per pochissimo. In un padellino a parte, per distinguere meglio i sapori alla fine, faccio rosolare la pancetta, in questo caso io la metto dolce, ma se piace di più si potrebbe usare anche quella affumicata. Scolo la pasta qualche minuto prima e la metto nel wok con le fave, aggiungo la pancetta e un po' di acqua della pasta (che ho precedentemente tenuto da parte) per non seccare il tutto. 
Alla fine impiatto e sugli spaghetti aggiungo il pecorino grattugiato grosso (o a scaglie), del pepe e un po' d'olio a crudo... 
E ora mi auguro e vi auguro: bon appétit!!!