lunedì 14 aprile 2014

Il pranzo di Pasqua: uova di cioccolato
di Luca Ioli


D’accordo sul panettone a Natale, pure sul pandoro per l’ultimo dell’anno, ci inchiniamo alla piada dei morti per il 1 novembre ma non c’è nulla che ci riporta al nostro mondo di bambini come le uova di Pasqua.
Il trionfo di cioccolata è unito alla trepidazione della sorpresa e rompere l’uovo per sapere cosa c’è dentro è una delle cose belle della vita, come il sapore del caffè latte la mattina o la voce della mamma quando ti cantava la ninna nanna.
Le cioccolaterie diventano così la porta del paradiso, quando ci entri vieni abbagliato dai colori della carta brillante e dai vari tipi di cioccolato che via via sono diventati sempre più particolari e gustosi.
Entrare nell’emporio Vulpitta in via Giovanni ventitreesimo dà proprio questa sensazione, i vari tipi di uova si alternano in una parete che sembra non finire mai.
“Sino a trent’anni fa tutto era semplice, cioccolato al latte o fondente ed il cioccolato bianco era una novità” ci dice Maura Caldari titolare dell’emporio “ora le aziende di cioccolato ricercano la qualità e le tipologie di uovo sono tantissime.
La Lindt ha fatto da battistrada con l’uovo ricoperto con le nocciole, prima quello al latte, poi quello fondente, ora siamo arrivati al double face ed a quello prodotto con cioccolato bianco, tutti rigorosamente coperti di nocciole.
La Baratti invece le nocciole le ha all’interno mentre all’esterno appare come un uovo di cioccolato normale.
La Majani presenta un uovo tematizzato come il cremino, ma anche uova artigianali che sembrano opere d’arte decorate a mano.
Poi ci sono le uova delle case come la Venchi che puntano sulla qualità del cioccolato”.
Ed i prezzi? “Si va dai 13 euro e mezzo ai 240 per quello enorme da 4 kg”.
Uova di cioccolato
Non di sole uova si vive a Pasqua, i coniglietti della Lindt hanno fatto la storia, così i rami con le uova al posto dei fiori, galline fatte a mano ed infine la Majani fa le uova che sembrano vere al punto che se non le assaggiate le mettete in frigo, di cioccolato dentro ma con il confetto fuori.

Insomma un trionfo di fantasie che riconducono all’antico gesto di donarle durante il periodo pasquale come augurio di inizio di una vita nuova che l’uovo rappresenta.