venerdì 26 settembre 2014

La fiera di Pugliano
di Luca Ioli

Fiera di Pugliano
L’autunno è il periodo delle fiere.
Tutti i paesi si sono inventati una fiera, ma le più antiche hanno una motivazione che affonda le loro radici in un lontano passato quando il mondo era profondamente diverso da quello che conosciamo.

A Santarcangelo, la fiera di San Michele in programma oggi era una fiera affollata di cacciatori per acquistare gli uccelli da richiamo, pratica crudele, ma necessaria per chi sbarcava il lunario facendo il cacciatore di professione ora per fortuna inutile, rimane l’opportunità di vedere una quantità di volatili da gabbia di tutti i tipi.
Così San Martino, che ha accentuato la sua vocazione gastronomica, in realtà era la fiera agricola per eccellenza.

Rimini ha quella di San Gaudenzo che copriva piazza Cavour con un tappeto di bucce di noccioline, sementine e lupini, quintali di “luvirie” consumate in attesa dell’uscita dei numeri della tombola.

L’unica fiera che si mantiene tale dalle nostre parti è quella di Pugliano.
Si evince da quando viene fatta: tutti i lunedì del mese di settembre quindi niente spazio ai turisti. Dove?all’incrocio della via per andare a Villagrande dopo San Leo. Non si sviluppa intorno ad un centro abitato perché la sua vocazione di fiera del bestiame è rimasta intatta e necessita di campi aperti.

La fiera inizia prestissimo perché gli animali si svegliano all’alba e vanno accuditi subito, ve lo dice chi scrive che saltuariamente ha fatto l’aiutante in una stalla.
Insomma a Pugliano ancora è presente tutta la ritualità una volta nota a tutti, di mediazioni e patti non scritti con i quali si acquistano e si vendono gli animali e stiamo parlando di animali di grossa pezzatura.
Se siete liberi di lunedì andateci, troverete una moltitudine di bancarelle da mercato e non da festa, avrete occasione di vedere e fare vedere un ambiente destinato a diventare qualche cosa di diverso.
Ma attenzione alle dieci e mezzo del mattino troverete il settore ristorazione in piena attività.
Pesce fritto, porchetta, salsiccia, piada, cipolla, spianata, mortadella, tagliatelle e vino consumato a metà mattina, nell’ora che un “cittadino” riserva alla pausa caffè.

E sì, se ti svegli alle 4 alle 10 mangi, esattamente come chi si sveglia alle 7 mangia alle 13, la differenza è  il mestiere che fai quindi a Pugliano cibi forti, nella pausa pranzo riminese insalata….