lunedì 22 settembre 2014

Raw food
Andarmangiando intervista Roberto Masini

Raw food - Andarmangiando intervista Roberto Masini
Un post sulla bacheca di facebook di Roberto Masini ha attratto la mia attenzione qualche giorno fa: «Che figata guardare la faccia del medico mentre legge le tue analisi e tu gli racconti che da sette anni sei crudista. "Non credevo che si potesse vivere così..." E poi non gli ho detto che gli ultimi due anni li ho fatti a km zero...». Non sono riuscita a trattenermi dal chiedergli un'intervista!

Raccontami in poche frasi chi sei, che lavoro fai e che rapporto hai con il cibo
Mi chiamo Roberto Masini, sono nato e vivo a Rimini e ho 50 anni. Sono giornalista professionista dal 1993 e sono il caporedattore centrale del Corriere Romagna. Gestisco anche, insieme al mio socio Lorenzo, l’House of Rock di via Dario Campana. Ho un rapporto molto naturale e credo normale con il cibo, ho i miei gusti, ma non sono goloso. Sintetizzando: mangio per vivere, non vivo per mangiare. 

Cosa vuol dire essere crudisti nel 2014 in una terra di lunga tradizione culinaria come la Romagna?
Per me è una cosa naturale, non mi sento “strano”. La Romagna è anche una terra ricchissima di prodotti naturali della terra.  È facile essere crudisti in Romagna. La tradizione culinaria, sinceramente, non mi interessa un granché. Uno sceglie quali tradizioni coltivare e quali no. Era tradizione anche che le donne stessero a casa, era tradizione che i maestri picchiassero gli alunni a scuola con la bacchetta, era tradizione lavare i panni al fiume, ecc…

Come sei arrivato a diventare crudista?
Io sono diventato completamente vegetariano nel 1987, per motivi etici. Fin da piccolo sentivo che non dovevo mangiare animali, ma vivendo in una famiglia con una “tradizione culinaria” come quella di cui si diceva sopra, era praticamente impensabile che un figlio potesse vivere senza la carne e il pesce…  All’epoca poi non c’era internet ed era anche più difficile reperire informazioni su certe scelte. Comunque come detto nell’87 ho detto basta a carne e pesce. E pensavo che la scelta vegetariana fosse l’ideale dal punto di vista etico. Poi nel 2005 ho scoperto lo stile vegan, eliminare quindi tutti i prodotti di origine animale, quindi anche  latte e uova ad esempio,  e sono diventato vegano. Per motivi etici, sottolineo e ripeto. Non ho mai avuto ossessioni salutiste. Frequentando gli ambienti vegani, specie sui forum, ho conosciuto il crudismo: ossia la possibilità di mangiare solo prodotti vegetali crudi (frutta e verdura). La filosofia di fondo è che la cottura (sopra i 40 gradi) impoverisce l’alimento. Mi ha affascinato questa alimentazione “naturale”. Ho conosciuto meglio una persona che seguiva questo stile e mi ha affascinato ancora di più. Ho voluto provare per tre giorni… e poi ho continuato perché era una “figata” Era il 2007.

Una tua giornata tipo: menu-attività
Non per sembrare strano, ma premetto che da due anni sono crudista a km zero, ossia mangio solo prodotti di stagione e del luogo. Ho eliminato quindi frutti come banane, arance e frutta esotica… che prima facevano parte fondamentale della mia alimentazione. Il mio menu tipo quindi adesso dipende dalla stagione (ammetto che in primavera ed estate è più divertente, in certi mesi d’inverno può sembrare un po’ noioso…).
Dunque in questo periodo mi alzo alle 8, faccio colazione con 4 o 5 prugne o albicocche o fichi e vado a lavorare al giornale verso le 9.30. A pausa pranzo mangio un’insalata (adoro gli spinaci) spesso con funghi e poi 4 o 5 pesche oppure mezzo melone. Poi nel pomeriggio, al lavoro, mangio quando mi viene fame. Ho sempre il cassetto della scrivania pieno di frutta. Nell’arco del pomeriggio di solito un chilo o due di pesche o di fichi. Finito il lavoro, verso le 23, vado al locale. E quando torno a casa se ho fame mangio un altro po’ di frutta oppure un’insalata. Dipende veramente da come mi gira…

Le difficoltà e i vantaggi di essere crudisti
Difficoltà, vivendo a Rimini, non esistono. Anche se devo andare a mangiare al ristorante con altre persone, trovo sempre qualcosa. A volte può essere una semplice insalata, a volte della frutta… Ma se vado al ristorante ci vado per la compagnia delle altre persone, non per mangiare, quindi non mi crea problemi dovermi “accontentare”…
I vantaggi sono notevoli. Sicuramente dal punto di vista della salute, ma come detto la mia non è una scelta salutista. Il vantaggio maggiore per me è il mio rapporto con il resto del mondo. Lo sento un rapporto più naturale, almeno dal punto di vista dell’alimentazione. Lo so che detto così sembra una cavolata, ma è difficile spiegare cosa si prova…
  
Hai qualche rimpianto/voglia secca alimentarmente parlando?
Mi piaceva la pizza con la mozzarella e mi piaceva la piadina stracchino e rucola. Ma non sono rimpianti. Io non voglio mangiare quelle cose, non è che qualcuno me lo impedisce. Se volessi potrei mangiarle anche adesso, non andrei all’inferno né mi verrebbe chissà quale malattia ecc… Sono crudista per scelta, non rimpiango nulla. Io non “rinuncio”, io “scelgo” cosa fare.
  
Un consiglio/un libro per chi si vuole avvicinare al crudismo
Il consiglio è di provare. Però informandosi un po’. È facile correre il rischio di farsi del male od incorrere in carenze alimentari non mangiando a sufficienza… e soprattutto affrontarlo con il giusto spirito: il crudismo non è la medicina di tutti i mali del mondo.
Il libro è Solo Crudo, di Sara Cargnello e Stefano Momentè (Macro edizioni).  È  il primo libro sul crudismo in Italia e rimane il migliore. Una guida completa al crudismo corredata anche da molte ricette.

Una ricetta per Andarmangiando
Praticamente adesso non preparo più ricette, perché mangio la frutta così com’è. Però voglio proporvi un classico della cucina crudista: il gelato alla banana, facile ed alla portata di tutti.
Sbucciare le banane, tagliarle a fette e metterle nel congelatore per tre o quattro ore. Poi frullare, anche con un frullatore ad immersione, finché non raggiungono una consistenza cremosa. Tutto qui. Facile e gustosa. Si può fare il gelato, con lo stesso procedimento, anche con altra frutta, basta che non sia troppo acquosa (io l’ho provato con le albicocche e con le pesche…).
Ottima come guarnizione una granella di frutta secca, oppure una spolverata di carruba in polvere. Non ci sta male neanche un po’ di peperoncino…