venerdì 3 ottobre 2014

Andarviaggiando
Da Rimini verso Est
Reportage di viaggio di Paoletta


In viaggio da Rimini verso Est
Alla fine la Fra mi ha stimolato e io ci provo a raccontare un po' del mio viaggio da Rimini verso Est...
È strano, non mi capita spesso di avere un biglietto di andata e non conoscere la data del ritorno.
Mi hanno consigliato di unire informazioni utili a sensazioni di viaggio, non so se sarò in grado, ma tenterò...
La prima sensazione alla vigilia della partenza è l'agitazione...
la seconda è l'adrenalina... 
Io le ho provate entrambe: l'agitazione non mi ha fatto quasi dormire, l'adrenalina mi ha aiutata a stare sveglia. Lo scoglio più grande è stato stipare la Ford Ka-terina (così battezzata nei viaggi): vederla già così vecchietta, sul punto di scoppiare mi ha fatto paura... ma è sempre stata fedele e credo in lei anche in questo viaggio.


La piccola carovana parte e arriva ad Ancona, non sarà la città più bella del mondo, ma a me piace e ci sono molto legata... subisco il fascino dei porti. 

Dopo il check in d'obbligo prima dell'imbarco, andiamo al bar Torino, non c'è Rio, il vecchio barista, è un peccato, ma ciò non ci impedisce di prendere l'ultimo aperitivo all'italiana (con il campari) e brindare alla partenza.

Aperitivo al Bar Torino, Ancona

Andiamo alla nave e subito siamo  inghiottiti dalla sua enorme pancia, è stato tutto veloce, quasi non me ne sono accorta. 


L'attività principale della nave è bere e aspettare... I più belli sono i camionisti, seduti al tavolino con i loro volti inconfondibili, ma è tutta la varietà che mi fermo a guardare e sentire parlare altre lingue mi fa capire che il viaggio è già iniziato... 

in viaggio con noi...
Come molti mi incanto a guardare la gente e mi chiedo da dove viene e dove va... 
Il tempo lo passiamo sul ponte a bere ouzo, sgranocchiare, chiacchierare e fumare, intorno c'è chi legge e anche chi fa la calzetta! 
Il consiglio è di comprare l'ouzo allo spaccio della nave (una bottiglia costa 12,50 euro contro i cinque euro di un bicchierino al bar!!!), qualche oliva di kalamata e qualche pistacchio: ci vuole sempre una meze (diciamo uno stuzzichino?) per accompagnare la bevuta di ouzo, anche perché la sensazione è che vada giù come acqua e invece...

Ouzo, pistacchi e olive... per ingannare il tempo
La nave costeggia la costa fino più o meno a Bari prima di attraversare le acque internazionali, ma il telefono già non prende più e l'orario sulla nave è già quello greco... 
Il tempo passa lento, ma alla fine è il bello del microcosmo del traghetto, scandito dagli annunci. 
Quello dell'apertura del self service alla fine ha dato una smossa anche a noi. Polpo, kebab di pecora, stinco con patate, il tutto accompagnato da una scadente retsina, non potevamo chiedere di meglio e in effetti ci siamo goduti questa strana prima cena. 


Si fa notte e l'ultimo giro non può non essere sul ponte con la luna che si specchia nell'acqua. 


Per dormire torniamo alle nostre poltrone business (non abbiamo più il fisico per il passaggio ponte o le poltrone classiche!) nonostante siano molto reclinabili, nonostante sia molto stanca non riesco bene a dormire. Sarà ancora l'agitazione che mi accompagna... 
La soluzione la trovo sdraiandomi a terra e finalmente inizio a sognare... domani Grecia!