domenica 12 ottobre 2014

Andarviaggiando
Da Rimini verso Est
Reportage di viaggio di Paoletta - X parte

Nauplio
Ci svegliamo nel nostro appartamentone e facciamo le cose con calma, ieri notte è stata impegnativa e oggi abbiamo dormito un po' di più. Ci fermiamo un po' sul terrazzo a guardare Nauplio di giorno, e poi decidiamo di cercare un caffè, ne abbiamo bisogno. 

Andiamo velocemente a dare un'occhiata alla chiesa di Agio Fanouri situata in cima ad una scalinata, dal basso sembrava più bella e in più è anche chiusa. 





È sabato e anche qui c'è il mercato, dopo il caffè doppio decidiamo di fare un giro in mezzo alle bancarelle, guardandosi attorno si rimane incantati a guardare i visi della gente, le espressioni, tutte cose difficili da raccontare, ma che colpiscono molto. Le città sono caotiche, il traffico e lo smog raggiungono livelli altissimi, per le strade la regola è l'anarchia più totale, ma nonostante questo, tutto sembra che alla fine riesca a scorrere tranquillo. 


Torniamo al bar dove abbiamo preso un caffè, la signora è molto simpatica e il posto è frequentato solo da locali, con la rotonda trafficata davanti, ci beviamo tre ouzaki me meze, prima di ripartire. 
La cucina greca, così come quella turca, mi piace molto, forse perché non sono un amante della pasta e del piatto unico, qui si spizzica sempre, solitamente formaggio, carne, pesce e verdura, tutte cose che mangio sempre volentieri, l'unico neo è che dopo tutti questi giorni inizio a pagare un po' tutto questo fritto, l'aglio e la cipolla. Però la ritualità a tavola è bellissima, si mangia lentamente, si chiacchiera, si fuma è un modo di passare il tempo assieme, il piacere di condividere e perdere tempo apprezzando le cose della vita.






Partiamo e per strada ci fermiamo a visitare l'antica  Micene, il periodo dei resti dovrebbe andare più o meno dal 1500 al 1200 a.C., prima di tutto visitiamo il museo archeologico, le sale sono poche, la maggior parte dei reperti sono vasellame, monete, monili, iscrizioni, statuette votive, armi e il pezzo forte, la riproduzione della presunta maschera funeraria di Agamennone, tutta d'oro. È stata trovata nella sala del tesoro di Atreus adiacente alla tomba che in seguito siamo andati a visitare. Per entrare alla cittadella si passa attraverso la porta dei leoni, è stata più volte distrutta, e, a parte le tombe di Egisto e Clitemnestra, una cisterna profonda 18 metri e il resto delle vecchie case dei mercanti , la cosa più bella è salire in cima dove era situato il vecchio palazzo miceneo e guardarsi intorno, solo vento, rocce e ulivi. 



In mezzo ai reperti troviamo anche qualche tartaruga di terra, è buffo vederle camminare in mezzo ai cespugli di questo posto. 



Riprendiamo la macchina per dirigerci verso Corinto,  arriviamo all'inizio del canale e facciamo una foto dal mezzo del ponte, io distratta mi appoggio e mi accorgo di essermi bagnata e sporcata perché il ponte si immerge per far passare le navi ed è pieno di melma, gli altri mi guardano un po' schifati.. Facciamo avanti indietro per i vari ponti, più volte, alla fine ci fermiamo in un posto alla fine del canale e mentre il sole tramonta prendiamo un ouzo e un piattino di calamari. 


Per la strada ci fermiamo a prendere un mezzo di fiori per la zia Terpsi, per fortuna i negozi chiudono alle nove. 
La zia ci accoglie con il coniglio in tegame, con pomodoro, cipolla, chiodi di garofano, cannella, alloro e aceto, ce l'aveva promesso prima di partire... la sensazione è veramente quella di tornare a "casa". 

Beviamo qualcosa prima di andare a dormire, stasera è di nuovo sabato, e poi ci addormentiamo nel nostro divano-letto, scomodo, ma diventato ormai molto accogliente.