giovedì 16 ottobre 2014

Andarviaggiando
Da Rimini verso Est
Reportage di viaggio di Paoletta - XIV parte

La nostra routine sta per finire...
La nostra routine sta per finire e mi rendo conto che mi dispiace molto, domani si parte per Atene ed il viaggio prenderà definitivamente un'altra forma. Il caffè in cucina, le ricette greche alla televisione commentate tutti insieme, Mangas che richiede attenzione, lo stesso divano letto da aprire e chiudere, mi sono molto affezionata a tutte queste piccole cose e, nonostante sia contenta che il viaggio continui, so già che mi mancherà molto tutto e mi sentirò un po' spersa. 

Prima di andare al mare, andiamo a fare qualche acquisto in centro e ne approfittiamo per passare dal bar del ragazzo italiano e chiedergli le ultime curiosità. È contento della sua scelta, ma nello stesso tempo ci consiglia di pensarci molto bene, di provare per un periodo e di tenere sempre in conto la possibilità di tornare indietro. Tutti questi discorsi mi spaventano un po', forse perché per la prima volta capisco meglio determinate cose e tutte le difficoltà che ci potrebbero essere, ma nello stesso tempo mi piacerebbe rimettermi in gioco in una realtà totalmente diversa. 




Salutiamo e andiamo a stuzzicare qualcosa nello tsipuradiko che abbiamo sempre trovato chiuso, ma che ci ha sempre ispirato molto. Tsipouro, me meze e visto che è il compleanno del locale dentro ci sono anche tre musicisti che suonano. Prendiamo un altro giro, il locale intorno a noi nonostante l'ora (le tre di un mercoledì pomeriggio) è pieno di gente e sono tutti rilassati, intanto la musica diventa sempre più intensa. 
Alla fine Aigio mi è piaciuta tanto, non c'è neanche un turista, ogni tanto sembra di riuscire a vivere un'altra vita così come usa qui, molto distante da quella a cui siamo abituati a casa. Il mare forse si allontana, i discorsi diventano più malinconici, c'è aria di cambiamento e forse senza rendercene conto cerchiamo di fermare il tempo per un po'. Dentro al locale sembra notte, fuori c'è il sole, da noi sarebbe impossibile vivere una situazione simile, tutti bevono, parlano ad alta voce e muovono la testa al ritmo della musica. Abbiamo scoperto che il lunedì, il mercoledì e il sabato pomeriggio non si lavora..- forse riusciamo a capire un po' di più la situazione che si è creata, ma mi rimane comunque tutto un po' inconcepibile, cantano tutti insieme e sono felice di essere qui in questo momento. Non penso andremo mai più via da questo posto, prendiamo il terzo giro, la gente inizia a ballare e i tavolini si moltiplicano dall'altra parte della strada, kala' mira, buona sorte. 




Visto che non si lanciano più piatti e bicchieri, la gente inizia a gettare sui musicisti petali di fiori e tovagliolini, sembrano tutti matti e iniziamo ad esserlo un po' anche noi. Siamo al quarto giro, è sempre più difficile e si è sempre più coinvolti. Il quinto ce l'ho offre la casa... meraklis, il gusto delle cose, della vita, intanto si sono fatte le sei e mezza. Tutti ci augurano di stare bene, naste kala' sembra un imperativo, ci tengono, vogliono che noi stiamo bene... e io ci provo il più possibile. Qui inizia a essere un delirio e non si può più scrivere nulla. Iniziano a rompere i palloncini e poi a spaccare i piatti e a ballare in mezzo alla strada... e come sempre in queste situazioni sono l'unica donna. 
È irraccontabile e folle. Intanto i musicisti non hanno mai smesso di suonare. Il tavolo vicino ci offre il sesto... si fa notte. Ci alziamo alle nove di sera. Prima di tornare a casa prendiamo un caffè, ne abbiamo bisogno, ormai è molto tardi. La Zia Terpsi ci guarda un po' male, e prima di uscire ci prende in giro dicendoci di stare attenti al sole. Cerchiamo qualcosa da mangiare, troviamo aperto un posto che fa il gyros, un girarrosto di maiale, mangiamo con molto gusto. 


È passata anche la seconda settimana, oggi mi sono commossa, la giornata è stata strana, i miei compagni di viaggio portano fuori Mangas, io mi metto nel letto e penso un po', aspetto il sonno nel divano letto per l'ultima sera.