domenica 19 ottobre 2014

Andarviaggiando
Da Rimini verso Est
Reportage di viaggio di Paoletta - XVII parte

Toast, caffè ellenico doppio... e panni sporchi!
Questa mattina abbiamo bisogno entrambi di dormire, decidiamo di saltare la colazione in albergo: non riusciamo e non vogliamo svegliarci in tempo. Oggi dobbiamo sbrigare un po' di faccende tecniche, come trovare una lavanderia (in albergo troviamo un dépliant che fa al caso nostro) e andare a  vedere dei traghetti. 

Prima di uscire mi fermo un po' nella hall e mi arrabbio, come mi succede spesso in questa vacanza, con la tecnologia: la connessione va e viene, il telefono non prende, mi sento un po' isolata, alla fine però ce la faccio, ma si è fatta l'ora di uscire e cercare un caffè. 


Ci fermiamo in una tavola calda, potremmo benissimo essere a Milano in questo momento, questo quartiere è un po' grigio. Toast e caffè ellenico doppio, con il nostro pacchetto di panni sporchi accanto. Ci alziamo e andiamo. Pensavo di arrivare in una di quelle lavanderie automatiche come si vedono nei film e invece troviamo ad aspettarci un'arzilla signora di Kefalonia che si mette a rovistare in mezzo ai nostri calzetti. Per l'ennesima volta ci sentiamo dire italiani, greci, una faccia, una razza, e ci dice di tornare per le tre del pomeriggio, sarà tutto pronto, bene la prima cosa è fatta. 

Ci muoviamo e prendiamo la metropolitana per arrivare al Pireo, a parte il primo pezzo, il resto del viaggio non è sottoterra così ci possiamo permettere di guardare fuori e perderci nella contemplazione di tutti i palazzoni e i quartieri che ci passano davanti prima di arrivare al porto. Usciamo nel sole e nel caos, ci guardiamo un po' in giro e poi troviamo l'agenzia che fa al caso nostro, compriamo subito i biglietti, anche la seconda è fatta, è stato tutto molto più semplice del previsto. 




Vogliamo fare un giro del Pireo, ci guardiamo intorno e facciamo fatica a capire da dove iniziare. Troviamo anche qui la zona del mercato, ci infiliamo nella peggior taverna che vediamo nei dintorni e brindiamo al nostro biglietto per Chios





Dietro di me c'è un signore che suona e canta, bevendo una birra, sembra che lo faccia solo per lui, mi piacerebbe dirgli che lo sta facendo anche per me. Adesso che siamo rimasti in due, se è possibile i tempi sono ancora più dilatati, si chiacchiera, ma si sta anche tanto in silenzio, ci si guarda in giro, si scrive, si pensa al viaggio, a quanto è strana tutta la situazione, anche solo l'idea che domani ci si imbarca da qui per andare, forse per la prima volta in questo viaggio, in un posto completamente nuovo ed estraneo. 
Quando ci muoviamo torniamo a ritirare i nostri panni puliti e profumati e passiamo in albergo a posarli. Ci diamo una rinfrescata e scendiamo nuovamente verso il Diporto per mangiare qualcosa, ci è piaciuto così tanto che non abbiamo dubbi, è più tardi c'è meno gente di ieri. Oggi la casa offre fava con cipolle, paprika e limone, una specie di fricandò e una zuppa di riso, con il lesso e abbondante limone da spremerci sopra e il vino della casa servito nelle classiche caraffe di latta. 


Riusciamo a fare la chiusura del locale, sembra notte fonda, oggi mi è rimasto il sonno addosso, andrei a dormire in questo momento, ma sono solo le sei e mezza del pomeriggio. Ripassiamo in albergo a darci una rinfrescata, è un gran caldo, dicono che anche a casa lo sia, qua da domani dovrebbe cambiare il tempo e arrivare il freddo, clima perfetto per un'isola.



Usciti dall'hotel ci spostiamo nel quartiere di Exarchia, è una zona di Atene più anarchica e alternativa, il parchetto principale è occupato da gente che fuma, che beve, in questo momento si sta tenendo anche una specie di riunione, insomma c'è molto fermento intorno a noi.


Per prenderci un caffè ci fermiamo in un locale autogestito, uno si alza e si prende da bere da solo, i ragazzi intorno parlano animatamente sembra un circolo Arci da noi, ne approfittiamo per sentire casa prima di lasciare la Grecia, mi fa strano è molto diverso sentire una voce per una volta, invece che comunicare per messaggio. Ci sentiamo già un po' lontano dalla Grecia in questo momento. 



Facciamo una lunga camminata notturna, andiamo a bere un'ultima cosa, tre ragazzi suonano, si è alzato il vento dei matti e io lo sento tutto.