giovedì 30 ottobre 2014

AndarViaggiando
Da Rimini verso Est
Reportage di viaggio di Paoletta - XXVII parte

Questa notte ho dormito benissimo...
Questa notte ho dormito benissimo, sarà il silenzio, il piumone, la pioggia che batteva sul tetto, entrambi abbiamo fatto una gran fatica a tirarci su dal letto, alla fine. Fuori si vedono le mucche al pascolo in lontananza e piove, ormai ho paura che il sole non lo vedremo più, scendiamo a fare colazione con calma, purtroppo a quest'ora il camino è spento.




Prima di andare via ci fermiamo un'oretta a parlare con la proprietaria, è una donna interessante, forte e indipendente, è stata trent'anni in Germania e adesso ha cambiato vita, non ha la macchina e si gode la pace e il tran tran del suo paesino. Parliamo di Grecia, Italia, politica e modi di vivere, ci troviamo d'accordo praticamente su tutto, sarebbe bello che l'Europa fosse davvero unita, ma che nello stesso tempo rispettasse tutte le diversità al suo interno. Ci dispiace andare via, sarebbe stato bello passare un altro giorno quassù fuori dal mondo, in mezzo a tutta questa tranquillità. Volakas, chissà se mai ci torneremo... 





Per uscire dal paese incontriamo tutta la vecchia fattoria che scorazza libera per la strada e noi da un'altura salutiamo.
Ci fermiamo per la strada per andare in bagno e stuzzicare qualcosa, ouzo me meze, in una specie di autogrill, molto ruspante, gli unici clienti a parte noi sono tre vecchietti che guardano il telegiornale. 




Mentre stiamo per entrare a Salonicco viene fuori anche un debole sole, speriamo sia di buon auspicio per i prossimi giorni. 


L'albergo lo troviamo velocemente, è lo stesso dell'anno scorso e siccome c'è ancora luce ne approfittiamo per fare una passeggiata. Le vetrine dei negozi, hanno già esposta la roba natalizia, questa cosa mi sconvolge un po'... 


È la quarta volta che veniamo a Salonicco, ormai abbiamo visto tutto, ma ci piace ripassare nei posti conosciuti, il mercato, Aristoteleus, il lungomare fino alla Torre Bianca, il centro con tutti gli scavi che fanno capolino un po' ovunque. 
Ci fermiamo, io prendo un frappetaki, amaro e sentiamo anche i nostri, fa sempre molto effetto e loro si informano sulle nostre intenzioni. Ne abbiamo parlato molto oggi, l'unica cosa certa è che andremo a Podgorica, poi vediamo quale sarà il cammino per il rientro. 







Siamo un po' stanchi, ma la temperatura più mite e il fatto che non piova più, ci rincuorano e ci danno energia. Torniamo in hotel, facciamo una doccia veloce e poi ci arrampichiamo su per il Kastro, facciamo tanti, tanti scalini, ci perdiamo e alla fine il posto che cercavamo si è rivelato chiuso, ci infiliamo in una taverna, siamo gli unici clienti, troviamo lo tsipouro con l'anice, mangiamo la solita insalata con pomodori e cipolle, le zucchine fritte con la scordalia, halloumi, formaggio di Cipro, grigliata e costiccie di agnello, parliamo tanto, fumiamo tanto, sono contenta, sono rilassata, quando si trova un posto, che è quasi casa, è tutto più facile. 




Scendendo giù troviamo un locale, dove c'è un piccolo palco, solitamente si suona, stasera no, ma ci fermiamo lo stesso, abbiamo bisogno di calore e atmosfera, abbiamo bisogno di dilatare il tempo, ogni tanto sembra che ti scivoli dalle mani. Sono passate quattro settimane di viaggio...