lunedì 27 ottobre 2014

AndarViaggiando
Da Rimini verso Est
Reportage di viaggio di Paoletta - XXIV parte

Stamattina ce la siamo presa per noi

Stamattina ce la siamo presa per noi, per fare colazione con calma, farci una doccia, barba e capelli, ne approfittiamo è uno degli alberghi più belli e funzionali di questo viaggio e prenotandolo con booking l'abbiamo pagato pochissimo. 
Usciamo tardi e facciamo una lunga passeggiata verso il centro, la giornata è autunnale, per la nostra strada incontriamo un bagno turco, un hammam, ma questa volta decidiamo di non andarci, abbiamo solo un giorno e preferiamo perderci un po' per questo città che ci ricorda molto Sarajevo. 






Ci fermiamo a prendere un te nel bazar delle ferramenta, è domenica molti posti sono chiusi, la giornata è fredda e umida, ogni tanto ho un brivido, il corpo si deve abituare a questo cambio repentino di temperatura. 
Riprendiamo il cammino e facciamo un giro per un parco pubblico attraversato dal torrente Gok Dere, da sotto vediamo i tre ponti vecchi, uno è stato ristrutturato da poco ed è stato fatto appositamente come il ponte vecchio a Firenze, questa cosa ci fa un po' sorridere. 





Prendiamo un'altra spremuta di melagrana, abbiamo bisogno di vitamine per il cambio di stagione e poi è un po' asprigna e a me piace!



In giro, come un po' ovunque in Turchia, c'è qualche foto di Atatürk, Ekin ci ha spiegato che lo fanno i musulmani laici, tendenzialmente di sinistra e nello stesso tempo molto nazionalisti. 





Andiamo a visitare la Yesil Camii, la moschea verde, nome dato dalle ceramiche verdi e turchesi che decorano l'interno, fuori è di marmo bianchissimo, entriamo velocemente e non facciamo foto perché è il momento della preghiera: le donne pregano in uno stanzino piccolo da una parte e tutte le volte che mi trovo in queste situazioni la mia anima occidentale ha un sobbalzo. 








Prima siamo andati a visitare anche la turbe, cioè la tomba del sultano Mehmed e della sua famiglia, anche questa piena di mattonelle dagli stessi toni di colore. Andiamo anche a visitare la Emir Sultan Camii, ha un porticato in legno tutto attorno, è in stile barocco ottomano e fuori dalla moschea c'è il cimitero in cui ogni abitante di Bursa si dice voglia essere sepolto, purtroppo si sta tenendo un funerale in questo momento e solo gli uomini accompagnano il defunto alla tomba. 

Tornando verso la zona dei bazar, visitiamo l'han della seta, Bursa è molto rinomata per questo e per la produzione di automobili. 







Visitiamo anche l'ultima moschea, almeno per oggi, la Ulu Camii, è veramente imponente, ha venti cupole, è stata costruita alla fine del 1300, risultò la più ampia e ambiziosa moschea ottomana di quei tempi, è piena di iscrizioni calligrafiche e al centro, stranamente al chiuso, c'è la fontana per le abluzioni. Intanto tutto intorno a noi ci sono bambini che corrono. 
Non tutte le moschee mi piacciono, ma questa ti dà una sensazione bellissima, mi siedo per terra, da sola e so che ci potrei passare tanto tempo dentro, guardandomi intorno e ascoltando il rumore dell'acqua. 




Quando usciamo sta scendendo la sera e intorno a noi sentiamo tanti odori autunnali come di legna bruciata e di castagne  arrostite, vendute sempre dai baracchini per strada. Sono le cinque e mezza quando arriviamo alla torre dell'orologio, ormai è già buio. 
Visitiamo la turba di Osman Gezi, tutto intorno ha un recinto di madreperla, ma ora basta, siamo stanchi di camminare su e giù. 
Ci fermiamo per la strada e, per aperitivo, ci mangiamo un panino con il kokoreci, molto speziato e una bottiglietta d'acqua... 



Ceniamo presto nella via di ieri, ma in un altro posto, bevendo raki, mangiando meze, oggi stranamente siamo molto vegetariani e chiacchieriamo, scambiandoci impressioni sul viaggio, sulle differenze fra Turchia e Grecia e commentando le situazioni, i volti e le persone che sono attorno a noi. 
Ci portano la frutta, meyve, a fine cena, mi ricorda tanto Istanbul, ci siamo stati solo a marzo, ma adesso mi sembra una vita fa. 
Domani mattina si parte e si va verso ovest, inizia la lenta risalita verso casa e ci aspetta l'ultima notte in Turchia. Ogni tanto mi sento un po' spersa, ma i posti e le situazioni che vivo mi regalano sempre qualcosa che mi rimane impresso e che ha un valore inestimabile.