mercoledì 29 ottobre 2014

AndarViaggiando
Da Rimini verso Est
Reportage di viaggio di Paoletta - XXVI parte

Ieri sera la targa è caduta...
In stanza non c'erano le tende, io non sopporto la luce e ho finito per svegliarmi presto e rigirarmi nel letto per tutto il tempo, finché non è stata ora di alzarsi e fare colazione. Il primo problema da risolvere, prima di partire, è quello della targa, ieri sera per parcheggiare è caduta e noi oggi passiamo la frontiera e dobbiamo assolutamente trovare il modo di riattaccarla, per fortuna il proprietario dell'albergo, che è molto gentile, si offre di aiutarci.



Risolto velocemente il problema, salutiamo il porticciolo di Gallipoli, dove abbiamo mangiato ieri sera e ripartiamo, direzione Grecia. Però ci blocchiamo subito perché per la strada ci scontriamo con il mercato e non riusciamo a trattenerci dal farci un giro, facciamo anche compere, ci prendiamo un sacchetto di fagioli all'occhio, proverò a cucinarli a casa, se me li lasciano passare alla frontiera...  





Riprendiamo la macchina anche perché non ce la facciamo più dal freddo e dalla puzza di smog che lasciano tutti i traghetti che fanno avanti e indietro nel porto. Arriviamo alla frontiera in fretta e riusciamo a fare tutte le formalità in un tempo ragionevole. 



Siamo in Grecia, prendiamo la via Egnatia, se la facessimo tutta arriveremmo ad Igoumenitsa, a mezzanotte partirebbe il traghetto ed entro ventiquattro ore saremmo a casa, questa cosa solo a pensarci ci fa un effetto stranissimo. 
Decidiamo di fermarci a mangiare qualcosa ad Alexandropoli, ci va un po' di vino, è una settimana che beviamo solo raki e poi vogliamo prendercela con più calma possibile, per stasera abbiamo idea di dormire intorno a Kavala, ma ancora non sappiamo nulla di preciso. 



Pranziamo sul mare, di fuori, penso sarà l'ultima volta, io ho troppo freddo, per fortuna fra le altre cose che ordiniamo, la più buona, è un piatto fumante di polipo con cipolla e sugo di pomodoro. Qui oggi è vacanza, festeggiano l'indipendenza, il no di Metaxas a Mussolini, i ristoranti sono pieni e a noi ricordano le domeniche autunnali a Rimini. 
Ci rimettiamo in cammino e io mi addormento in macchina, dopo il pranzo e aver dormito poco, non ce l'ho fatta a tenere gli occhi aperti. Passiamo Kavala e andiamo verso Drama, ci ricordavamo dai discorsi dei due signori di Salonicco che era un bel posto da visitare, ma purtroppo loro ci hanno solo dato l'indicazione della zona, perché Drama è una cittadina anonima e noi nonostante la stanchezza non ci vogliamo fermare qui. 
In un bar un ragazzo simpatico ci dà le indicazioni per un paesino di montagna, con tutte le case in legno, forse proprio quello di cui ci hanno parlato. Siamo stanchi, ma comunque ripartiamo all'avventura


Il paesino l'abbiamo trovato in mezzo alle montagne, sotto la stazione sciistica, vicino al confine con la Bulgaria, penso sia anche faticoso individuarlo sulla cartina, tutto intorno a noi è buio, ma si sentono i campanacci delle mucche tutto attorno. La stanza dell'albergo è molto carina, sembra uno chalet, ha anche un balconcino in legno. Dopo un breve giro in paese, decidiamo di mangiare nel ristorante dell'albergo, c'è il camino accesso che per me ha sempre un grande fascino, loro sono simpatici e noi siamo distrutti, vino rosso e carne, ci mancava, abbiamo mangiato sempre un sacco di pesce... 
Aspetto con ansia il letto e anche Salonicco, domani, per ora cerco di capacitarmi dell'idea del viaggio, di essere da tempo lontano da casa e della voglia di vivermi quello che resta della strada che mi rimane per tornare alla realtà.