domenica 26 ottobre 2014

AndarViaggiando
Da Rimini verso Est
Reportage di viaggio di Paoletta - XXIII parte


Ci svegliamo e piove a dirotto, tuoni e lampi, sarebbe una giornata da stare nel letto tutto il tempo, ma a parte prendercela un po' più con comodo in albergo, ci aspettano quattro ore di macchina per andare a Bursa.
Prima di andare via però facciamo un giro  sotto la pioggia, il vecchio paesino di pescatori, visto con questi colori autunnali ha un fascino discreto e antico.





Ci infiliamo nei vicoli fra le vecchie case greche, nelle stradine ricoperte dalla vite americana, in cerca delle chiese ortodosse riconvertite in moschee, con l'abside sempre in disaccordo con la nicchia del Mirab








L'unica rimasta non moschea è stata trasformata in museo nel 2013 è una chiesa costruita nel XV secolo che poi è stata rimaneggiata nel tempo, con uno stile eclettico e ora è stata ristrutturata perfettamente, sembra un piccolo gioiello. 


Partiamo; mentre siamo in macchina piove tutto il tempo, ininterrottamente, guardo fuori dal finestrino distese e distese di ulivi, non riesco neanche a dormire un po', nonostante la monotonia del paesaggio, stiamo in silenzio e ascoltiamo la musica. 



Arriviamo a Bursa con un piccolo raggio di sole e l'arcobaleno che sbuca dalle nuvole, la città è ai piedi del monte Uludag, è la quarta città della Turchia, cosa che si nota tutta dai chilometri di brutta periferia che dobbiamo attraversare prima di arrivare in centro ed è anche la vecchia capitale ottomana, prima di Istanbul. Mi hanno detto che è bellissima e sono molto curiosa di vederla. 
Arrivati finalmente in albergo, usciamo subito riproponendoci di tornare più tardi e facciamo un giro mentre cala la sera. 





Troviamo subito i vari han, il bazar, c'è di tutto dai mobili, all'oro, dalla roba alimentare, ai fazzoletti tutti colorati, usati come velo per la testa, è sempre molto ubriacante e in più si è messo a piovere di nuovo e in mezzo a tutta questa merce fatichiamo a trovare un ombrello. Decidiamo di rimanere in giro, non mangiamo dalla colazione e abbiamo bisogno di riposarci, lo spostamento oggi è stato difficile. 
In una meyhane al mercato è tutto prenotato, ci dispiace, ma ci spostiamo verso la via delle meyhane, i ristoranti sono uno dietro l'altro, probabilmente cercano di creare zone in cui si beve per non dare fastidio ai musulmani praticanti. È sabato sera e noi siamo smarriti in mezzo a tutta questa confusione e in più siamo un po' stanchi e questo non aiuta. 





Ci portano la raki e il melone bianco con il formaggio, poi un cameriere da una vassoio ricolmo ci fa scegliere le meze che sono di nostro gradimento. Prendiamo pomodori secchi dolcissimi, fiori di zucca ripieni di riso, uvetta e spezie, pesce spada con cipolla cruda, polpo alla griglia e calamari ripieni, con tanta menta e aneto e calamari fritti accompagnati da una salsa al formaggio, intanto nei tavoli vicini i musicisti suonano violino, tamburo e santuri



Scende un po' la stanchezza, domani farà buio molto presto, ma almeno avremo un'ora in più per riprendere le energie e il sonno. Mentre mangiamo al ristorante passano venditori di cozze crude, di mandorle, di albicocche dolci, di cay e tu puoi prendere qualsiasi cosa e consumarla al tuo tavolo senza che nessuno ti dica niente, da noi sarebbe impossibile. 
Siamo molto stanchi, forse per quanto mi piaccia la Turchia, la semplicità della Grecia manca ad entrambi... Abbiamo deciso di prendere la serata con calma yavas yavas, piano piano come sarebbe bello prendere tutto nella vita avendo la possibilità di farlo. 
Mentre torniamo al nostro albergo cerchiamo un posto per bere qualcosa, anche solo un te', ma è tutto chiuso nonostante sia fine settimana, forse ci aspettavamo una città più vicina a Istanbul e invece è tutta diversa, domani avremo modo di visitarla con calma. Per adesso ci adattiamo e ci infiliamo nel letto, abbiamo un giorno in cui non dobbiamo fare nulla di particolare e soprattutto non ci dobbiamo spostare... per adesso la cosa migliore è dormire e sognare...