sabato 4 ottobre 2014

Andarviaggiando
Da Rimini verso Est
Reportage di viaggio di Paoletta - II parte

Patrasso

La traversata è stata lunga, ma alla fine siamo attraccati a Patrasso. Il mio primo grande desiderio è quello di fare un bagno... e' la cosa che aspettavo di più! Nonostante l'acqua fredda la voglia è più forte di tutto, quando sei sott'acqua e tutto è ovattato e la luce filtra dall'alto di un mare che per fortuna non è il nostro, riesco a scordarmi anche del freddo... 



Per le pause (non alcoliche) c'è il nescafe frappe da bere in spiaggia, metrio se non lo si vuole troppo zuccherato, riprovo sempre a prenderlo, ma mi lascia sempre in bocca un po' di lappa e alla fine mi pento ogni volta che lo bevo... ma poi ci ricado sempre: la mia solita forza di volontà da oliva snocciolata!!!

Per l'aperitivo ci sono i cafeneio, le ouzeri e i mezedopoleio, la formula è sempre la stessa per noi: ouzo me meze... la prima sera arrivati ad Aigio, la meze consiste in polpette con riso, carote, sedano e prezzemolo cotte nel brodo, un po' lontane dal nostro gusto classico, ma buone.
La nostra ospite, la zia del nostro compagno di viaggio per le prossime due settimane, all'arrivo ci ha accolto con una cena a base di agnello e patate, tenerissimo, untissimo e leggermente limonato, squisito (nostimo in greco).



È difficile per una come me essere ospitata in casa d'altri, ma la cortesia e la familiarità che si è creata mi hanno fatto apprezzare tanto la situazione nuova e la mia ritrosia è svanita nel nulla... e' sempre bello rimettersi in gioco e spero di riuscire a farlo spesso in questo viaggio! 

È difficile connettersi ad internet, il ciò è sia un bene che un male... e ogni tanto può capitare che manchi l'acqua, così la prima sera ho finito per andare a dormire con il sale addosso, ma fa parte dell'avventura...

Per quello che riguarda il risveglio ogni mattina ci aspetta la cucina annebbiata dalle sigarette fumate dalla zia Terpsi e il caffè ellenico, un rito, che deve essere gustato pazientemente se non si vuole rimanere con la bocca sabbiosa per un po'; invece la tarda colazione ricorda un po' quella del muratore: tiropita (pasta sfoglia ripiena di formaggio caldo) una bontà, un po' burrosa forse, e birra o vino, cercando sempre i posti più ruspanti possibili.


Per il resto si ciondola fra paesini, spiaggette, bar... leggendo, bevendo e ascoltando musica.  Qui tutto va fatto con calma, ogni cosa e ogni situazione ha bisogno delle sue tempistiche, è la lentezza. I vecchietti ai tavolini delle taberne che passano dal caffè allo tsipouro (grappa, alle volte aromatizzata all'anice) ti fanno capire che è  giustamente l'unico modo per godersi veramente l'attimo.


Ogni tanto ci si guarda in giro per cercare un posto per il progetto futuro di aprire un bed & breakfast, si chiede alla gente, si fanno discorsi, ma la maggior parte delle volte vince l'ozio e il relax!!!

È diventato nuvolo e freddo... per fortuna sono riuscita a fare un bagno, uno solo, pazienza... spero sempre nei prossimi giorni.


A cena siamo stati in una delle piazze del paese in una psitaria, griglieria,  il menù consiste in sole quattro portate: souvlaki (spiedini, solitamente di maiale) cotti uno attaccato all'altro su una griglia lunghissima, patate fritte fatte in casa, buonissime (ho un debole per le patatine, proprio come i bambini!!!), tsatsiki e insalata greca, il tutto accompagnato da kokkino krasi, cioè vino rosso...


La serata è finita con un signore greco che ama esercitare il suo italiano con noi, molto loquace... loquace fino alla provvidenziale chiusura del ristorante!
Ormai ho fatto l'abitudine anche al mio angolino del divano letto e dopo due ouzaki mi addormentato beata!