venerdì 3 ottobre 2014

Il Lurido
di Luca Ioli

Il Lurido
La notizia girava da un paio di mesi, sussurrata come in chiesa ma nessuno ci voleva credere: “Vuoi che chiudano così?” ci si faceva forza tra i clienti e tra chi ritiene che un’esperienza che chiude è sempre una perdita.
Ma dopo i mormorii dell’estate quello che temevamo è successo, il ristorante “Il Lurido” non ha riaperto i battenti dopo la pausa del fermo pesca.

Le porte del ristorante rimangono serrate con il cartello “Chiuso per ferie” che sembra guardarti con la ieraticità di una incomprensibile figura mitologica, chiuso per ferie ad ottobre? Quale arcano si cela dietro al messaggio apparentemente semplice?
“Il Lurido”,  la cui storia inizia con il nome  “Da Tonino”  ma con questa dicitura non lo conosceva nessuno, era una istituzione per la ristorazione riminese, con una continuità di proprietà oramai quarantennale: è il ristorante di pesce più conosciuto a Rimini soprattutto da chi non è di Rimini insieme a Zanni di Villa Verucchio che copre il target carne.

Non facile da trovare, mi sarà capitato decine di volte di venire avvicinato da turisti spaesati che mi chiedevano: "Sa dov’è il Lurido?”  certo , seconda via a destra passato il Ponte di Tiberio, il tutto condito con discussioni con gli amici perché l’impostazione della doppia batteria (20 e 30 e 22 e 30 con un menù fisso quasi imposto) a qualcuno faceva storcere il naso.
In realtà la qualità del pesce del Lurido era certificata dalla leggenda mormorata al mercato: "il pesce fresco prima passa dal Lurido”.

La storia incomincia con il fondatore, Tonino appunto. 
Ricordano i più anziani che al vecchio Tonino non piaceva essere chiamato il Lurido. 
Il locale cavalca i ruggenti anni '70 diventando un punto di riferimento dell’enogastronomia riminese, ma non perde la sua vocazione di trattoria mantenendo il prezzo accessibile. La città fa il resto, il Borgo San Giuliano da zona depressa diventa un luogo alla moda ed il Lurido è sempre lì, a spadellare tagliolini, fritto e risotto rigorosamente “rosso” come da tradizione.

Ora sarà interessante capire chi raccoglierà l’eredità del Lurido anche se non sarà semplice avere un precursore così ingombrante.

Ma noi ci sentiamo orfani e speriamo in ripensamenti anche perché il ristorante andava a gonfie vele quindi la chiusura non dovrebbe essere dettata da problemi economici.