lunedì 13 ottobre 2014

La fiera del tartufo

Tartufo
A ottobre si rinnova l’appuntamento con il tartufo che dalle nostre parti associamo immancabilmente alla fiera del tartufo di Sant’Agata Feltria.

La fiera si svolge tutte le domeniche di ottobre dalla mattina alla sera, attira tantissima gente quindi è preferibile visitarla di mattina, se siete amanti della “movida” la visita è obbligatoria nel tardo pomeriggio magari fermandovi a cena negli stand gastronomici della festa.
La provenienza del tartufo è certificata dall’organizzazione della festa quindi potete essere relativamente tranquilli che non vi rifilino una patata cosparsa di olio al tartufo.
In realtà questa leggenda metropolitana sulla frode tartufesca è abbastanza difficile, il tartufo è diviso in due grandi tipologie facilmente riconoscibili: il tartufo nero è meno costoso e molto precoce, il tuber estivum nasce durante l’estate poi c’è il tuber melanosporum.
Il tartufo bianco pregiato è il tuber magnatum e qui dovete pensare ad affrontare una spesa decisamente più alta.
“Quest’anno è un’annata ottima per il tartufo - dichiara deciso Antonio Carbone, titolare del ristorante Le due Lanterne e nostro agente nel mondo sotterraneo del fungo - pioggia e caldo sono amici del tartufo quindi ne troverete di buona qualità ad un prezzo decisamente contenuto”. 
Antonio è un esperto, quando entri nel suo locale il profumo ti inebria ancora prima di toglierti il giubbotto.
È curioso il motivo di tutto questo profumo, in realtà il tartufo è un fungo ipogeo che nasce sotto terra, il profumo si sviluppa solo a maturazione avvenuta per attirare gli animali selvatici (il cinghiale è il più vocato a scavare per cercarlo, ma anche il ghiro ed il tasso fanno la stessa cosa) questi scavando la copertura di terra spargono le spore e perpetuano la specie.
Insomma il forte odore del tartufo non si sprigiona per magia, ma per spirito di sopravvivenza!


Io consiglio di inserirlo in piatti semplici, affettatelo finemente  sopra le uova “all’occhio”, oppure sopra il risotto alla parmigiana o sulle tagliatelle al burro, ne sentirete tutta la bontà.  
Se è nero pulitelo e affettatelo intero con la scorza, decidete voi se gradite il croccante della buccia, altrimenti eliminatela.