lunedì 27 ottobre 2014

La piada dei morti
di Luca Ioli


Foto e ricetta tratte da www.spelucchino.blogspot.it
Compare puntuale con l’arrivo del ponte di fine ottobre, solamente nei nostri forni e pasticcerie e nonostante il nome induca meditazioni profonde è un’allegria quando la porti in tavola coperta di frutta secca.
Sto parlando della piada dei morti, specialità tutta riminese che compare per scomparire immediatamente dopo, come se fosse impossibile che una cosa così buona possa resistere più di tanto.
Tutti dalla pasticceria più raffinata sino all’azdora della cascina hanno la loro ricetta gelosamente custodita, farina,  uova, vino rosso, latt,e ma  anche farina di grano duro, qualcuno mette il mosto, altri mettono l’anice.
Insomma questa ricetta rispecchia perfettamente lo spirito anarcoide della terra riminese.
Leggendaria è la ricetta della pasticceria Vecchi che si tramanda da padre a figlio. “Questa è la ricetta del vecchio Vecchi”  mi diceva mia mamma come se fosse un dogma portandomi ad assaggiare la piada dei morti  nella vecchia pasticceria in piazza Cavour e che ancora oggi, che si è trasferita dopo il ponte di Tiberio, viene fatta nella grande teglia quadrata e venduta  a pezzi invece che con la tradizionale forma tonda che ricorda la piadina romagnola.
Quindi il consiglio che vi do è: assaggiatene quante più ne potete e decidete quale fa per voi.
Solo per dare un paio di punti di riferimento esistono due linee di pensiero: quella più tradizionalista che la vuole più esile e coperta solo di noci, di questo tipo la potete trovare alla pasticceria di porta Montanara in via Garibaldi vicino alla porta appunto.
La seconda linea di pensiero la vede più alta, soffice e coperta da un trionfo di frutta secca, mandorle, noci, pinoli, una delle più spettacolari la trovate alla Casa del Dolce in Via Saffi non lontano dalla chiesa di San Gaudenzo.
Abbiamo chiesto a Pierluigi, il mastro pasticcere della Casa del Dolce, da dove provenisse questa rivisitazione: "Quella con solo noci la vedevo un po’ povera così abbiamo optato per questo tipo, da 16 anni la facciamo così”.
E fate bene perché è buonissima.
Poiché si mantiene bene per quattro o cinque giorni e non soffre il trasporto portatevela appresso quando andate in visita ad amici in giro per l’Italia, sarà un successo.