domenica 2 novembre 2014

AndarViaggiando
Da Rimini verso Est
Reportage di viaggio di Paoletta - XXX parte

Oggi lasciamo la Gracia
Ieri notte abbiamo fatto le quattro, abbiamo passato una serata bellissima, ma questa mattina è veramente difficile. La giornata non è iniziata bene, fra i grandi problemi con il telefono, i discorsi del proprietario sull'Albania, in più oggi lasciamo la Grecia, insomma non tira una bellissima aria e io mi sento un po' triste.
I tempi per prendere la macchina e partire si allungano, dobbiamo sbrigare un po' di cose, ma io avrei solo voglia di andare il prima possibile, essere già in macchina, ascoltare la musica e magari dormire un po' così magari mi passa anche il malumore. Finalmente salutiamo il lago e Ioannina, e prendiamo la strada per la frontiera.



Oggi va così, anche nei viaggi migliori può succedere che qualcosa vada storto,  un grosso pezzo di  strada per arrivare in Albania non è asfaltata ed è piena di buche enormi, sembra quasi che la Grecia non ci voglia lasciare andare. Anche in frontiera per uscire i tempi di attesa sono infiniti... 
Per entrare in Albania invece 49 euro di assicurazione per la macchina è il minimo possibile ed è valida per due settimane. Iniziamo subito bene e anche il primo impatto, come l'altra volta, è abbastanza complicato, ma sono fiduciosa e credo che questo paese ci regalerà belle sorprese. 




La campagna è disseminata dei bunker voluti da Hoxha,  ora sono tutti abbandonati o riiconvertiti per avere altre funzioni, comunque è veramente curioso vederli sparsi un po' ovunque. Arriviamo a Girokastra, città protetta dall'Unesco insieme a Berat, dicono abbia il castello più grande di tutti i Balcani, ma la cosa che a me piace di più sono le case ottomane arroccate sulla collina. 



Ci stiamo pochissimo perché è ancora lunga e la condizione delle strade in Albania è un disastro, la campagna che vediamo attorno a noi è molto bella, ma le città che incontriamo, la maggior parte delle volte sono, cerco un aggettivo migliore, ma non lo trovo, oggettivamente brutte, intanto mangiamo semi di girasole turchi e ascoltiamo musica, sappiamo già che arriveremo tardissimo e che saremo distrutti. In effetti sono un po' esaurita, ho bisogno di una bella cena e una lunga dormita, sono sicura che in questo modo domani sarò di nuovo lucida e anche più attiva. Abbiamo anche la stessa ora dell'Italia e non ce ne siamo neanche accorti... 




Ci fermiamo a mangiare in albergo, è la cosa più semplice, mangiamo borek, kaskaval, il loro formaggio e carne alla griglia, rakia per aperitivo e vino rosso per la cena, i proprietari sono gentilissimi, forse anche troppo, ma va bene. Ci attardiamo un po' a cena, ma andiamo a letto presto, c'è un silenzio, una pace, l'atmosfera giusta per staccare la mente e fare una bella dormita, lasciare la Grecia dopo tanto tempo è stato abbastanza scioccante e devo prendermi un po' di tempo per elaborare nella mia testa l'ennesimo cambiamento.