mercoledì 5 novembre 2014

AndarViaggiando
Da Rimini verso Est
Reportage di viaggio di Paoletta - XXXII parte

Ci attendono strade piene di buche, polvere, Mercedes e posti di blocco 
Questa notte ho avuto il sonno un po' agitato, ormai prima di un nuovo spostamento un po' più lungo è diventata la normalità. Salutiamo i proprietari dell'albergo e i loro figli, sono stati squisiti, il posto è bellissimo e noi praticamente per due giorni, a mezza pensione, tutti e due, abbiamo speso 96 euro, stando come dei re. 




Riprendiamo la macchina, ci attendono strade piene di buche, polvere, Mercedes e posti di blocco della polizia per almeno duecento chilometri, ci armiamo di pazienza e andiamo. 





A Scutari, un po' prima del confine ci perdiamo, anche perché qui non usa molto mettere dei cartelli agli incroci, per fortuna tutte le persone incontrate sono sempre state gentilissime, e anche questo giro un ragazzo che parla italiano, ci scorta fino alla strada giusta. 






Il problema arriva in dogana sul lago di Scutari, ci chiedono di tornare indietro per dei controlli, ci aprono praticamente tutte le borse e le valigie e sono tante, infilando chiaramente ovunque le loro manine, e per finire ci alzano la macchina e ci controllano la ruota di scorta, avremo la faccia da spacciatori internazionali


Alla fine ci fanno passare e riusciamo ad entrare in Montenegro, ciao ciao Albania


Arriviamo a Podgorica velocemente e, dopo aver messo giù la macchina, cerchiamo il bar dove lavora Hajra, quando lo troviamo ed entriamo è sicuramente un'emozione grande vederci, penso per tutti e tre, quasi non ci crediamo di essere qui tutti assieme. 
Ci sistemiamo nel nostro mini appartamento, proprio in centro, ci mettiamo un po' a sistemare la macchina e poi torniamo al bar, la voglia più grande è quella di passare del tempo con Hajra e rilassarci, senza avere niente da fare e poco a cui pensare... Forse Podgorica non sarà la città più bella del mondo, ma ci piace essere arrivati qui, non cerchiamo niente in particolare, non abbiamo la necessità di vedere niente solo goderci questi giorni, poi si vedrà.


Andiamo a cena al Lanterna, ci fa strano, ma per fortuna non si mangia solo italiano, partiamo con due loza, grappa di vino, qui usa iniziare il pasto così, e poi finalmente prsut, prosciutto, kaymak, un loro formaggio cremoso e molto grasso, ma che adoro, somun, il loro pane tipico e cevapcici, una specie di salsicce molto speziate, il nostro ben tornato nei Balcani. 
C'è anche una ragazza che fa piano bar, è tutto talmente strano, anche nella mia testa, che faccio molta fatica a comunicare agli altri le sensazioni che sto vivendo in questo momento. 
Torniamo al bar, viviamo una vita fuori dal tempo, siamo un po' stanchi dal lungo viaggio, ma riusciamo comunque a vivere le cose appieno. 

Andiamo a bere un'ultima cosa al Berlin, un locale che chiude più tardi, parliamo un po' di tutto, ci salutiamo nella notte e io mi addormento in un altro divano letto molto lontano dalla Grecia e molto più vicino a casa.