giovedì 6 novembre 2014

AndarViaggiando
Da Rimini verso Est
Reportage di viaggio di Paoletta - XXXIII parte

Ci svegliamo tardi...
Ci svegliamo tardi, e facciamo colazione nel nostro appartamentino, Ale riesce anche a fare un buon caffè polveroso con il pentolino, tutto merito degli insegnamenti della zia Terpsi. Mentre lui si fa la barba io esco e faccio un giretto per la città, mi guardo intorno e penso a che effetto farebbe essere nata qui, sarà perché mi fa strano passeggiare da sola a Podgorica, e poi vado al bar da Hajra, mi bevo un caffè e facciamo due chiacchiere.
Per il resto della mattinata andiamo in giro, arriviamo fino al mercato, una volta era all'aperto adesso





l'hanno coperto, la struttura non è sicuramente bella, ma il reparto alimentare, mi piace, molto balcanico e ricco, nella parte dei formaggi c'è un odore buono e intenso,  ti verrebbe voglia di provarli tutti.





Ad un certo punto troviamo anche un bidoncino di melagrana sgranata e non ci tratteniamo dal prenderne un po', la stessa quantità, che a Istanbul abbiamo pagato in un ristorante quattordici euro, qui la paghiamo cinquanta centesimi. 




Il resto del giorno passa così, in giro e poi a "casa" a riposarci un po', l'appuntamento è per cena con Hajra. 





Prima andiamo a bere qualcosa in un pub irlandese e poi in un ristorante, davanti alla torre dell'orologio, l'ambiente è molto caldo, c'è tantissima gente ed è molto rinomato. La cena, in effetti,  è buonissima. A parte i formaggi e le verdure, sempre più gustose che da noi, il meglio è stata la carne, cevapci,  filetto, morbido e saporito, ciufte, carne tritata e speziata, e jalegtina, agnello cotto sotto la campana con le patate e per accompagnare il tutto, vino rosso, Vranac.  





Ma la parte più bella e stata il resto della serata, ancora al Berlin a parlare e a bere loza, grappa locale, tutte cose che non si possono dire, raccontare, pensieri e condivisioni proprie, risate, che sono sempre difficili da spiegare, ma sono sensazioni uniche, che in questo viaggio mi rimarranno dentro e che porterò avanti per tanto, vicine a me. 

La mattina dopo, ci svegliamo tardi, abbiamo appuntamento alle dodici per un caffè da Korzo, la più antica pasticceria di Podgorica e probabilmente l'unico locale rimasto come una volta, mi piace molto perché riesce a dare l'idea di come poteva essere la vita un tempo, anche perché per il resto la città è cambiata molto e continua a cambiare velocemente. 



Poi andiamo a casa di Hajra, rivedo i genitori e il fratello e conosco la nuova di casa, la piccola Ana, la nipotina, parliamo e scherziamo, sempre tramite Hajra, la nostra traduttrice: il babbo è divertente e ironico, mi fa impazzire. Il pranzo è superbo, mangiamo filetto, coi funghi e in crosta di pane, con purè, la carne, anche se non ci riuscivamo a credere inizialmente, veramente si taglia con la forchetta.. La mia unica difficoltà è che sto per scoppiare, la mamma di Hajra è un ottima cuoca e il papà un macellaio, non si poteva sbagliare. 



Ringraziamo tanto e salutiamo a malincuore, e prima di accompagnare Hajra al lavoro, ci fermiamo a bere un caffè turco, in un vecchio hammam, trasformato in bar e libreria, è molto bello, ma la cosa più buffa è che è praticamente incastrato sotto ad un ponte moderno e che per farlo hanno tolto le cupole del tetto... 




Il resto del pomeriggio lo passiamo a zonzo per le zone che ancora non abbiamo visto bene e Ale si concede anche di andare dal barbiere. Il programma della serata consiste solo nell'andare al bar da Hajra e passare la serata lì con lei, purtroppo l'ultima insieme. 




È passata anche la quinta settimana di viaggio...