venerdì 7 novembre 2014

AndarViaggiando
Da Rimini verso Est
Reportage di viaggio di Paoletta - XXXIV parte

Oggi, oltre a ripartire, saluteremo Hajra
 Mi sveglio mezz'ora prima della sveglia, e mi metto a guardare il soffitto, oggi oltre a ripartire, saluteremo Hajra e questa cosa mi rattrista un po'. Salutiamo anche lo Stiglic Cafe, il posto dove abbiamo trascorso la maggioranza del tempo passato insieme. 
Partiamo tardi e ci attardiamo anche, come se nessuno dei due avesse una gran voglia di andare via, finché Hajra praticamente non ci caccia, fa meno male, forse, salutarsi velocemente.  



La strada per Visegrad è lunga, arriveremo tardi, ma ci interessa solo di arrivare, cenare e dormire, il famoso ponte di Andric, lo guarderemo domani mattina con la luce del sole. 




In macchina attraversiamo tutto il Montenegro del nord, peccato per la pioggia, ma i paesaggi con le gole, i fiumi e tutta la vegetazione con i colori autunnali, sono meravigliosi. 



Poi arriva l'ennesima frontiera, inspiegabilmente la più facile e veloce, forse perché in giro non c'è anima viva, salutiamo il Montenegro ed entriamo in Bosnia-Herzegovina, anzi, come subito  ben specificato dal cartello all'entrata, benvenuti, in questo caso nella Repubblica Serba


Sulla nostra strada abbiamo incontrato più mucche che macchine, fino a questo momento. 




Arriviamo a Visegrad nei tempi previsti e troviamo subito l'albergo, oggi è filato tutto liscio, ma non ci può essere sempre troppo fortuna, perché il ponte è chiuso per lavori, decidiamo di uscire subito cercare un posto per bere un bicchiere di vino e mangiare i nostri pistacchi albanesi, vicino alla stufa,



fuori c'è tanta umidità, nel locale ci fanno foto e ci mettono su Ramazzotti a tutto volume, la situazione sembra veramente assurda. Stasera non ceniamo tanto tardi visto il salto del pranzo e la stanchezza accumulata negli ultimi tre giorni. Mangiamo al Kruna, suggerito dalla guida e da TripAdvisor, solitamente non ci affidiamo, ma non abbiamo trovato di meglio ed è anche molto carino; ordiniamo prosciutto, non riusciamo a resistere, insalata di cavolo cappuccio, cevapcici con kaymak, ustipci, una specie di gnocco fritto e vitello sotto la campana, i presupposti per una cena lunga, abbondante e rilassante. 


Parliamo ancora di viaggio, non è stato un viaggio nei Balcani, è stato un viaggio per rincontrarsi, è stato tanto Grecia ed è difficile staccarsi da questa idea, siamo spersi, nella nostra follia di questa serata ci passa anche per la testa di tornare indietro, saranno i chilometri, quello che abbiamo vissuto nel frattempo... 

Dobbiamo solo andare a dormire, staccare la spina, fino ad adesso nonostante quello di bello che abbiamo vissuto è stato difficoltoso farlo fino in fondo. 
Domani ci aspetta Sarajevo, la terza volta, ma non sappiamo neanche noi come vivercela, perché stiamo tornando verso casa e anche se non vogliamo ammetterlo ognuno se la vive stranamente, anche se  ognuno a modo proprio... 'notte.