venerdì 30 gennaio 2015

Una gita a Bologna
di Paoletta

Il bollito
Ogni tanto mi piace trascorrere una mezza giornata a Bologna, perdermi a passeggiare per le strade e infilarmi in qualche posticino nuovo o vecchio... è sempre piacevole, e poi, nonostante in fondo, in fondo, sia un paesone, in confronto alla nostra Rimini si ha sempre l'impressione di essere in una grande città.
Siamo arrivati giusto per l'ora di pranzo e su consiglio di un amico, siamo andati a mangiare da Toni, una vecchia trattoria in via Righi. Per l'occasione ho piacevolmente scoperto il mio gusto per il bollito, che non ho mai amato particolarmente, ma nella vita si cambia anche nel cibo e ci si scopre ad apprezzare sapori che non c'erano mai particolarmente piaciuti... Il bollito per me è stato tutto questo: ho mangiato di gusto il classico pezzo di magro, il cotechino e addirittura ho trovato molto buona anche la lingua; accompagnato dalla classica salsa verde (molto capperosa) e da un ottimo purè, uno di quei classici piatti che ci accompagnano per tutta la vita.

La giornata è stata alquanto piovosa, ma i portici fanno in modo che Bologna si possa apprezzare anche con il brutto tempo e quindi a parte il freddo pungente c'è stato modo di passeggiare a lungo, osservando anche le vetrine dei negozi (chiaramente il giovedì pomeriggio sono chiusi per turno, la solita fortuna, meglio: meno tentazioni...).



Dopo aver visitato la chiesa di San Francesco con i suoi singolari monumenti funerari fatti a baldacchino, ci siamo fermati nella bottiglieria/bar De' Marchi che si trova nella piazza dietro alla basilica a bere un caffè, si dice sia frequentato anche da Guccini, un luogo ruspante con i tavolini appiccicosi e un'atmosfera vecchi tempi che porterebbe a perderci del tempo e a trascorrerci lunghi pomeriggi.


Nel vagare e nel perdersi siamo finiti in via del Pratello dove oltre la trattoria Fantoni (da provare alla prossima occasione) ci sono un sacco di locali e baretti molto più popolari, rispetto al centro più fighetto e costoso... in effetti trovo Bologna ogni volta che ci ritorno sempre più cara e proibitiva, sarà la sua parte Grassa.

Il quartiere che però mi piace di più e in cui devo passare almeno un po' di tempo tutte le volte, è sicuramente quello dei Pavaglioni e di via delle Clavature, che, con tutti i negozi di alimentari, la merce esposta, i colori, mi lasciano sempre a bocca aperta e soddisfano sempre la mia passione per i mercati e la curiosità per tutte le scoperte che questi comportano.





Il vecchio mercato di mezzo che, quando ero più piccola era brulicante di bancarelle di verdurai, ma che poi è stato chiuso per anni, è stato ristrutturato e riaperto. Ora all'interno ci sono svariati banchi che propongono caffè, gelati, birre, dolciumi, ci sono gastronomie di pesce e carne, un forno e anche la pizzeria di Eataly al piano di sopra; la struttura è molto bella, ci siamo anche fermati a bere un buon bicchiere di lambrusco, ma l'idea generale è più quella di una food court e alla fine mi ha lasciata un po' perplessa.




Siamo entrati alla libreria della Coop/Eataly, abbiamo comprato ciò che cercavamo e speravamo vivamente di trovare: il parmigiano di vacche rosse (purtroppo da noi è introvabile!). Con il nostro bottino siamo andati a berci una bottiglietta di lambrusco (La Battagliolina), all'Osteria del Sole, una vera istituzione: anche se negli anni è cambiata enormemente mantiene alcuni tratti ancora affascinanti. Il più bello di tutti è stato un simpatico signore che ha decantato le doti delle donne e mi ha anche declamato una poesia, son soddisfazioni...


Ci siamo poi spostati per bere un bicchiere di vino all'Enoteca Italiana, un'altra istituzione in via Marsala, perpendicolare a via Indipendenza, che con il suo negozio e mescita di vino dà l'opportunità di assaggiare prodotti molto interessanti e ordinato poco prima che tutti gli avventori se ne andassero.

Un giro notturno e un ultimo bicchiere in un bar dietro il mercato delle erbe, un posto accogliente, caldo, dove perdersi in chiacchiere e magari assaggiare una bollicina particolare: il vecchio proprietario ne è un vero cultore.


Si torna a casa nella notte, la prossima volta ho nuove idee e nuovi posti ancora da provare, strano come Bologna, così vicina, sia sempre brulicante di cose da fare e assaggiare nonostante le innumerevoli volte in cui uno ci può essere stato...