lunedì 16 febbraio 2015

Martedì grasso, i dolci di carnevale
Luca Ioli

Fiocchetti*
Domani è martedì grasso.
Se volete assaggiare i dolci di Carnevale questo è il momento, prima che inizi la lunghissima Quaresima che ci porterà sino a Pasqua.
I dolci del Carnevale sono diffusi in tutta Europa, in Italia le variabili sono tantissime, ma il riferimento territoriale per queste specialità è la città di Venezia.
il carnevale era una cosa seria, nel ‘700 iniziava il 26 dicembre e continuava sino al martedì grasso.
Tuttora il carnevale veneziano detta i tempi di questa festa insieme alla sfilata dei carri allegorici di Viareggio.

I dolci di carnevale sono tutti rigorosamente fritti, la parte del leone la fanno i galani e le castagnole che a Venezia possono essere con o senza uvetta. Queste ultime originariamente erano aromatizzate con l’alchermes o il mandarino, ora le trovate nella variabili più incredibili ripiene di crema, nutella, marmellata, al caffè, qualche volta anche di panna.
I galani assumono altri nomi a seconda del posto dove vengono prodotti. Chiacchiere, frappole, bugie, nel riminese sono i fiocchetti che in qualche modo riprendono la tradizione veneziana, infatti il galano è il fiocchetto dello smoking nel vernacolo della laguna.

Dalle nostre parti il dolce tradizionale del carnevale è la tagliatella, con la stessa forma del primo ma dolce e croccante, spesso ricoperta di miele o zucchero caramellato.

Altro dolce carnevalesco da assaggiare sono le zeppole fritte originarie della zona partenopea che sono delle specie di ciambelline fatte con la pasta del pane arricchite con cannella, zucchero e uova.

Ma il dolce di carnevale che riempie i miei ricordi come nipote di una nonna veneziana sono le fritole.
Vere e proprie frittelle dolci fatte con un impasto di farina, latte, uova, pinoli ed uvetta. La dolcezza della pasta che si miscela con il sapore dei pinoli e dell’uvetta è una bontà che se andate a Venezia nel periodo di carnevale dovete assolutamente provare.

“Ndemo putei, si vive una volta sola” per un giorno il salutismo può attendere.

*foto tratta da http://www.vagabondaggi.it