lunedì 2 marzo 2015

Amarcord
Luca Ioli

Birre Amarcord, linea Ama
Girando per i due padiglioni di Beer Attraction, la prima edizione espositiva di birrifici artigianali tenutasi nel week end passato in fiera, tra prodotti bavaresi e realtà imprenditoriali provenienti da tutte le regioni d’Italia a tenere alta la bandiera della nostra terra c’era la birra Amarcord che proprio in questi giorni ha cambiato le grafiche delle etichette delle linea classica.
Ne è passata di birra nei bicchieri dal 1997 quando la Amarcord incominciò la produzione con le 4 tipologie (Gradisca, Midòna, Volpina e Tabachèra) che riprendono i nomi delle quattro protagoniste femminili del film di Fellini.

Poi l’Amarcord ha inaugurato la linea Ama che è riservata ai locali e ha anche tirato fuori un prodotto per l’alta ristorazione che è la Riserva speciale, è un’azienda sempre in crescita con una produzione che si attesta sui 27.000 ettolitri annui.

Tra le tante storie che ci ha raccontato Giulia Minardi, Brand manager dell’azienda, la storia più bella è quella del rapporto tra Oliver Garret, mastro birraio della Brooklyn Brewery di New York, e Tonino Guerra in occasione della progettazione della Riserva speciale.

Tonino Guerra, in principio dubbioso sul mettere un suo lavoro a disposizione di una birra, accettò ricordando la fine della sua prigionia in Germania, quando tornando a casa verso l’Italia a piedi venne nutrito con una birra forzatamente scadente, dati i tempi, dai contadini tedeschi lungo il percorso. La gente in Germania non aveva più nulla da mangiare, ma la birra resisteva anche alla guerra.
“La voglio storta” diceva l’artista pensando alla bottiglia e sull’etichetta ci disegnò un pavone con la coda chiusa, anche qui ricordando i pomeriggi dell’infanzia ad aspettare la magia dell’apertura della ruota che nella sua testa sarebbe stata l’apertura della bottiglia.

Di questa simbologia non semplice parlarono a lungo lui e Garret, il primo in romagnolo ed il secondo in americano, ma si vede che si intesero bene perché Garret per la Riserva ricercò frutti quasi dimenticati della nostra terra come le visciole e le prugnole unendoli con un lievito di champagne e dando vita ad una birra veramente speciale, da accoppiarsi a piatti importanti come nella tradizione del Brooklyn Brewery appunto.