martedì 14 aprile 2015

Il caffè Giovannini - Rimini
Luca Ioli

Caffè Giovannini
Il sabato era il giorno del bagno, 40 anni fa o giù di lì.
La mamma preparava la grande vasca dove veniva versata l’acqua calda: all’epoca non c’erano le caldaie, ma vecchi boiler che per riscaldare l’acqua ci mettevano ore, così spesso noi piccoli facevamo il bagno nella stessa acqua.
Puliti e pettinati tutti i sabato pomeriggio si usciva insieme a fare la passeggiata per il Corso, partendo da Piazza Cavour si arrivava sino all’Omnia (l’odierna Coin) e si tornava indietro.
La tappa obbligata era il caffè Giovannini dove i grandi prendevano il caffè prima di ordinarne due etti macinati: all’epoca c’era solo la moka, non occorreva specificare.

La bottega del caffè Giovannini nel Corso all’angolo con via Soardi è lì dal 1926, fondata da Dante Giovannini, marchio storico e bottega storica.

“Una volta qui c’era anche la torrefazione, poi con il tempo è stata spostata” - ci dice Alberto Fabbri odierno custode del tempio del caffè - “Io ho rilevato la rivendita 25 anni fa e ho deciso di tenere i segni del passato che è anche presente, perché la miscela Olimpia (quella che trovate nelle buste davanti ai silos ndr) è di una qualità eccezionale che non teme confronti”.
I prezzi vanno da 1,05 € a 1,70 € all’etto.

“Il caffè è una miscela con specie più o meno pregiate, la base del caffè Giovannini è l’Arabica e la Robusta (la prima proviene dall’Etiopia e la seconda dall’Africa tropicale in gran parte dalla Guinea e dall’Uganda ndr) che son due miscele di grande qualità, la variazione del prezzo deriva da lì anche se il caffè è una questione di gusto: trovate la miscela che vi piace di più, che non necessariamente sarà quella più costosa” così Alberto ci introduce nell’aspetto misterioso del caffè, un ingrediente che arriva da paesi lontani (la peculiarità della pianta è che in tutti i paesi dell’America Latina, dell’Africa e dell’Asia dove si produce è ancora presente allo stato selvatico) e all’origine veniva usato solo da sacerdoti e stregoni.

La Bottega del Caffè ha mantenuto le belle scatole d’epoca con il ragazzo di colore stilizzato, la vecchia scritta al neon che recita “Rivendita caffè Giovannini, torrefazione giornaliera”, il grande specchio, il colore mogano e la misteriosa statua africana a fianco del banco, insomma il posto giusto per abbandonarsi al rito del caffè.