lunedì 29 giugno 2015

Vini bianchi, quali sono le novità dell'estate?
Luca Ioli ne parla con Riccardo Agostini


Il riflesso incondizionato del servito fresco è innegabile.
Se d’inverno ci si abbandona volentieri al tepore di un buon vino rosso d’estate l’attrazione di un bianco è fuori di dubbio e si tende persino a cambiare i menu per poterli coniugare con un pinot grigio o una falanghina.
In effetti non è difficile perché d’estate quando il caldo torrido lascia il posto alla brezza della sera le verdure e i formaggi freschi sembrano fatti apposta per riempire le nostre tavole accanto a crudaiole, pomodorini e basilico.
Per fare il punto sui vini bianchi la persona giusta è Ricky Agostini, l’oste dell’Enoteca del Teatro in via Ortaggi con il quale svariamo sui vini bianchi nazionali.
“Nei vini bianchi c’è stata una crescita culturale ora la zonizzazione è molto più marcata. Se fino a qualche tempo fa i prodotti tendevano ad assumere uno standard omogeneo, ora la territorialità è molto forte e si sentono le differenze - ci dice sicuro Ricky nella penombra del suo locale tra scatole accatastate e viavai di gente - anche il consumatore è maturato, ora la clientela cerca vini più secchi rispetto ai vini bianchi profumati che in qualche modo riuscivano meglio a nascondere eventuali magagne”.
Insomma si tende a bere meglio e mirato.

E le tipologie di vino? “Nei bianchi l’Alto Adige ed il Friuli sono al top, una sicurezza, sono la vera eccellenza della vinificazione in bianco. La zona del Fiano di Avellino sta uscendo fuori prepotentemente, infatti la richiesta di questo vino è alta tra chi se ne intende, sale la qualità media dei vini bianchi romagnoli che sino a non molto tempo fa erano un’appendice del vino rosso Sangiovese, non ci sono segni di risveglio qualitativo per i vini siciliani dopo il boom di un a quindicina di anni fa”.

E la novità di quest’estate? “La novità sono i vini affinati in anfore di terracotta che vengono prodotte in Georgia. Questa affinazione dà una intensità notevole, ne vengono fuori vini che sembrano più maturi.
Dopo il primo impatto in ogni modo sono di buona bevuta”.


Chiediamo a Ricky di darci due etichette da acquistare per una cena da amici: “Rebola di Vecciano 2013 affinata in anfora che fa 14 gradi, Fiano di Avellino della cantina Pietracupa più tranquillo con i suoi 12,5 gradi, tutti e due ottimo rapporto qualità prezzo”. Amen